6 Settembre 2016
VITIVINICOLO

Dopo anni di raccolta anticipata, la vendemmia nel Vercellese e Biellese torna ai tempi canonici e – sempre complice il clima – vedrà il taglio dei primi grappoli dei vitigni a bacca bianca – in particolare l’Erbaluce – non prima di metà mese, eccezion fatta per alcuni vigneti le cui uve sono destinate alla spumantizzazione.

Attenzione, però: se il tempo non riserverà brutte sorprese, sarà un’annata da manuale, con vini eleganti e d’equilibrio di corretta struttura, pur senza elevatissime gradazioni alcoliche.
Lo stima l’Ufficio Vitivinicolo di Coldiretti Vercelli Biella, nel confermare l’ideale ‘time-lapse’ che, come sempre, vedrà seguire alla raccolta dei grappoli a bacca bianca quelli dei primi ‘rossi’ tipici (Vespolina, Uva Rara e Croatina) prima del ‘gran finale’ che, a ottobre inoltrato, vedrà la raccolta dei Nebbioli.

Si tratta, però, di un’annata non facile e che ha riservato più d’una brutta sorpresa ai viticoltori. “Ciò, in particolare, per le malattie che hanno funestato i vigneti, in particolare la peronospora, i cui effetti sono stati alimentati anche dalle continue piogge. Negli ultimi giorni, invece, si sta risvegliando la flavescenza dorata che, dopo un inizio d’anno a bassa tensione, sta ritornando a manifestarsi sulle piante malate” sottolinea il presidente di Coldiretti Vercelli Biella Paolo Dellarole.

Come confermano i dati regionali (Settore Programmazione e Coordinamento Sviluppo Rurale e Agricoltura sostenibile) relativi al 2015, la viticoltura in provincia di Vercelli conta 208 ettari di superficie, quasi tutti in produzione, a cui vanno aggiunti i 294 della provincia di Biella: la produzione totale è rispettivamente di 11.058 e 31.960 quintali.
Il sesto censimento (2010) generale dell’agricoltura rilevava 246 aziende con superfici vitate in provincia di Vercelli e 437 in provincia di Biella.

“Numeri incoraggianti per un comparto che riscuote crescente attenzione anche su mercati mondiali” osserva Dellarole. “Si consuma sempre più vino vercellese e biellese nel mondo le etichette dei nostri produttori raggiungono con crescente appeal i principali mercati mondiali - dagli Stati Uniti, alla Svezia, al Giappone - oltreché tutti gli areali del Centro Europa”.

Nel settore vitivinicolo, le imprese “hanno inoltre puntato a uno standard alto e, in grande maggioranza, al proprio imbottigliamento diretto: dal Gattinara ed Erbaluce di Caluso Docg alle Doc Coste Della Sesia, Lessona, Bramaterra, le  nostre produzioni che testimoniano una tradizione secolare e che, grazie al crescente successo, rappresentano un ottimo strumento di marketing territoriale nei confronti dell’Italia e dell’estero”.

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