12 Aprile 2017
VINO

“C’è interesse per i nostri vini, e questo è importante per costruire un sistema di sinergie più complesso, che abbraccia tutte le produzioni d’eccellenza dei nostri territori, dal riso della Bassa ai formaggi che si producono dalla pianura alle più alte vette biellesi e valsesiane: un marketing territoriale che può generare interesse, appeal, mercato e turismo”.
Così Paolo Dellarole, presidente di Coldiretti Vercelli Biella, a proposito del successo che le imprese vinicole del comprensorio interprovinciale stanno riscontrando in occasione di Vinitaly, giunto con la giornata di oggi alle ultime battute.
E’ dunque tempo di bilanci. Positivi in termini di partecipazione (decine le imprese del territorio presenti a Verona, sia nello spazio dedicato al Piemonte, sia con i propri stand) e di contatti con un mercato internazionale che, quest’anno, ha visto nella kermesse un’imponente presenza di buyer stranieri: “Nelle nostre province il vino non è solo un comparto strategico per l’export agricolo e l’economia rurale: è la scommessa vincente di generazioni di viticoltori che hanno saputo mantenere, innovare e diffondere una ‘cultura’ del vino che, nella terra del nord Piemonte, assume caratteri di vera unicità”.

La viticoltura ha un particolare rilievo nell’area della media provincia di Vercelli, Bassa Valsesia e Biellese: come confermano i dati regionali, la viticoltura in provincia di Vercelli conta oltre 200 ettari di superficie, quasi tutti in produzione, a cui vanno aggiunti i quasi 300 della provincia di Biella: la produzione totale media è rispettivamente di 11.000 e 32.000 quintali. Il sesto censimento (2010) generale dell’agricoltura rilevava 246 aziende con superfici vitate in provincia di Vercelli e 437 in provincia di Biella.

Innovazione e tradizione marciano di pari passo: molte cantine delle nostre due province negli ultimi anni hanno vissuto un passaggio di testimone tra generazioni, “e oggi sono in mano a molti giovani e a molte donne imprenditrici: anche questo è un segno di novità, che si lega però alla volontà di trasmettere quella lunga “storia di vite e di vino” che racconta la terra delle nostre vigne: terre dove il Nebbiolo è presente ormai da millenni e dove altre uve autoctone – come Vespolina, Bonarda, Croatina ed Erbaluce – contribuiscono a creare perfetti equilibri e sinergie”.

Il territorio ha dunque un ruolo di rilievo in una regione che continua a raccontare grandi esperienze in tema di viticoltura ed enologia, con grande riscontro a livello internazionale: in particolare il mercato statunitense assorbe il 35% dell’export di vino piemontese e le esportazioni negli USA hanno raggiunto i 200 milioni di euro: preoccupano, di conseguenza, le misure neoprotezionistiche del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per favorire la produzione in terra americana che dopo una crescita tumultuosa ha raggiunto una produzione di 22,5 milioni di ettolitri collocandosi al quarto posto dopo Italia, Francia e Spagna.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi