La Giornata interprovinciale del Ringraziamento di Salussola, domenica scorsa ha archiviato un ottimo successo di partecipazione da parte dei coltivatori diretti e dei cittadini, “ed è stata l’occasione per ripercorrere le tappe di un anno importante e strategico per l’agricoltura delle nostre province e non solo. Un momento di confronto, per tracciare un bilancio delle attività sindacali e delle progettualità che hanno portato i risultati ottenuti per gli imprenditori agricoli”.
Lo sottolinea Paolo Dellarole, presidente della Coldiretti interprovinciale di Vercelli-Biella: “E’ stato un anno di grandi impegni, partito in realtà già il 15 settembre 2015, Giornata nazionale dell’agricoltura, organizzata da Coldiretti a Expo.
Un percorso virtuoso condotto da Coldiretti che ha portato buoni risultati per l’agricoltura italiana: dal taglio, nella Legge di Stabilità 2016, dell’Irap e dell’Imu agricola, dal taglio dell’iva per le aziende zootecniche al Collegato Agricolo 2016 che introduce elementi di semplificazione burocratica; dall’obbligo di indicare l’origine in etichetta per il latte UHT e i prodotti lattiero-caseari all’approvazione della legge a contrasto del caporalato; dal via libera al Testo Unico sul vino, fino alla legge di Bilancio 2017 che eliminerà l’Irpef agricola, aumenterà la quattordicesima ai pensionati coltivatori e avvierà la decontribuzione per i giovani imprenditori agricoli under 40. Sono tutti provvedimenti che vanno nella direzione di eliminare pratiche burocratiche inutili e di tutelare l’agroalimentare Made in Italy, oltre a sgravare le nostre aziende da pesanti oneri fiscali”.
Il direttore della Coldiretti interprovinciale Maria Lucia Benedetti precisa come, a fronte dei risultati raggiunti, vi siano ancora “diverse questioni aperte su cui Coldiretti sta lavorando e sulle quali gli agricoltori hanno legittime aspettative. Una di queste è la risoluzione delle problematiche che stanno affliggendo il settore risicolo, in particolare a fronte del ben noto problema delle importazioni a dazio zero dai Pma e dalle conseguenti ripercussioni sulle quotazioni di mercato.
Ci attendiamo un’accelerazione dei tempi legislativi ed uno snellimento dei passaggi burocratici che darebbero la possibilità alle imprese agricole di reggere la competizione. La lunghezza dell’iter legislativo spesso costituisce un problema: ad esempio per l’approvazione della legge sull’Agricoltura sociale abbiamo dovuto attendere 871 giorni”.
“Alla luce di tutto ciò – concludono Dellarole e Benedetti – si rende quanto mai necessaria una riforma costituzionale, derivante dall’esito positivo del referendum, che genererà ulteriori concrete ricadute al tessuto imprenditoriale agricolo, in termini di semplificazione, trasparenza delle procedure e di rafforzamento dell’impatto delle politiche sui territori”.
