A seguito del lavoro svolto dalla Commissione tecnica della Regione Piemonte, e sulla base della relazione da essa presentata in data 5 giugno 2009, si evince che annualmente si riversano sul Piemonte 25 mld di m3 d’acqua, su una superficie di circa 25.000 km2. Di questi, circa 12/13 mld di m3 vengono dispersi nel Mare Adriatico. Inoltre, dal 1923 al 2004, i ghiacciai del Monte Rosa hanno perso oltre il 50% della loro superficie. Infine lo studio evidenzia lo stato di deficit idrico del bacino del Sesia, stimato in 148 mln di m3/anno, oltre ai 40 mln di m3/anno vincolati per garantire il deflusso minimo vitale previsto dalle normative europee.
Sulla base di questi dati, risulta chiaro come occorra prendere seriamente in considerazione la necessità di realizzare nuovi invasi, o l’ampliamento di quelli esistenti, oppure ancora il potenziamento, ammodernamento e manutenzione di tutte le reti irrigue oggi presenti sul territorio (Canali Cavour e Depretis, Naviglio d’Ivrea, Canale Farini).
Risulta però evidente che la realizzazione di nuove opere dovrà necessariamente tenere conto delle esigenze non solo dell’agricoltura, ma di tutte le aree del territorio interessate. Coldiretti lancia pertanto un appello a tutte le forze politiche, sociali ed economiche, e a tutta la popolazione del territorio affinché si possa attivare un tavolo di discussione sereno e non strumentale, al fine di valutare con estremo rigore ed equidistanza i benefici e le ricadute conseguenti alla realizzazione di infrastrutture comunque necessarie al bene collettivo.
Occorre considerare che l’eventuale realizzazione di nuove infrastrutture porterebbe benefici all’intero bacino del Sesia e del complesso irriguo vercellese e biellese, garantirebbe un sistema idro-potabile moderno e con costi ridotti, e garantirebbe la produzione di energia elettrica. Consentirebbe inoltre di eliminare i pozzi (stimati in circa 330) attualmente in uso presso Comuni e cascine, contribuendo così all’innalzamento della falda sotterranea e all’abbattimento dei costi energetici per il sollevamento. Inoltre, potrebbero attivarsi opere di recupero completo di edifici ed alpeggi da destinarsi all’utilizzo pubblico o turistico nelle vallate dove si dovesse individuare l’infrastruttura.
“Ribadiamo e sottolineiamo - commenta il Direttore Domenico Pautasso - la necessità di affrontare in modo organico la questione della salvaguardia e dell’utilizzo delle risorse idriche del territorio. Con ciò si intende che Coldiretti non assume una posizione preferenziale o pregiudiziale a priori nei confronti di una soluzione o di un’altra, ma che solo a seguito di analisi e studi si giunga a una soluzione che possa garantire il bene dell’intera collettività, o che comunque non arrechi danno all’uno o all’altro”.
“L’acqua è un bene collettivo - conclude Pautasso - e tale deve rimanere. Ecco perché continua ad essere indispensabile la presenza di enti quali i Consorzi di Bonifica della Baraggia e Ovest Sesia, i quali garantiscono tale principio, e che negli anni hanno gestito efficacemente le risorse idriche garantendo una sviluppo armonico del territorio”.
