In seguito agli articoli apparsi negli ultimi giorni sulle testate giornalistiche, Coldiretti prende atto con soddisfazione che tutte le Organizzazioni e le Associazioni presenti sul territorio hanno sposato la propria battaglia, e condiviso le denunce espresse nel marzo scorso.
Però non è più sufficiente, giunti a questo punto, comparire sui giornali o convocare conferenze stampa: il rischio è di cadere in un polemica sterile causando confusione tra i risicoltori e i consumatori. Occorre intraprendere iniziative determinate e serie.
Mario Francese, vice presidente dell’AIRI (Associazione Industrie Risiere Italiane), sostiene che “le quotazioni sono equilibrate considerando il contesto che stiamo vivendo” e che il riso “complessivamente mantiene un prezzo che difende costi e redditi dei produttori”. Evidentemente egli non ha mai coltivato riso, e pertanto ignora i reali costi di produzione di una risicoltura che punta alla qualità e alla tutela del territorio.
Di fronte a questo scenario, Coldiretti considera conclusa la stagione delle parole, ed invita a passare ai fatti concreti, attraverso le seguenti azioni:
1) invita i propri delegati alla Borsa Merci a non più presenziare alle quotazioni del riso;
2) chiederà ufficialmente all’AIRI un incontro, al fine di chiarire ed affrontare concretamente le problematiche del mercato;
3) dichiara lo stato di mobilitazione generale, pronta ad azioni eclatanti se il mercato non darà segnali positivi di ripresa;
4) continuerà a lavorare al progetto per la formulazione di prezzi che non tengano conto delle quotazioni di mercato (dettate dall’emotività o dallo strapotere dei mediatori e dell’industria) ma della redditività reale delle imprese agricole, della qualità del riso e della sua indicizzazione, nonché nell’individuare nuovi mercati che valorizzino la qualità e la tipicità delle nostre produzioni.
“Al mondo agricolo viene chiesto di tutelare la qualità della produzione, l’ambiente e il territorio, senza che questo gli venga riconosciuto, né in termini morali né in termini economici - commenta il Direttore della Coldiretti di Vercelli e Biella Domenico Pautasso. “Noi abbiamo un progetto, pronto per essere condiviso col mondo della trasformazione, che renda attori partecipi in prima persona i risicoltori e quelle componenti dell’industria di trasformazione che credono nello sviluppo economico del territorio e non nella speculazione più bieca e vergognosa.”
Coldiretti invita tutti i risicoltori piemontesi e italiani a non cadere nella trappola delle speculazioni, ma ad essere consapevoli che il patrimonio delle produzioni è di chi coltiva, e non di chi esercita la professione della trasformazione o della mediazione.
