10 Luglio 2014
RISO

Mobilitazione a 360° per Coldiretti Vercelli-Biella in difesa del riso italiano: il primo atto è stato, questa mattina alle 9.30, la consegna in prefettura del documento “Le azioni per dare futuro al settore risicolo italiano e piemontese” in cui l’organizzazione agricola evidenzia in quattro punti prioritari le azioni che devono essere intraprese per evitare la perdita di un intero comparto con gli effetti devastanti che ne conseguirebbero sotto più punti di vista.

Si tratta di proposte di grande portata, assolutamente innovative per il mondo del riso e dei mercato ad esso connessi: si chiede in primis l’Applicazione immediata della clausola di salvaguardia a tutela dei consumatori e dei produttori europei; inoltre, si rende necessaria una nuova Legge per la regolamentazione del commercio interno nonché l’istituzione di un’unica borsa merci nazionale; non da ultimo, si sottolinea la necessità di un’attività di promozione e incremento di controlli da parte dell’Ente Nazionale Risi.
Lo stesso documento viene consegnato anche in Prefettura a Biella e ai vertici delle due province di Vercelli e Biella.
                                                 
“La situazione di pesante e persistente difficoltà che stanno attraversando le imprese risicole, ha portato Coldiretti a individuare le relative criticità dopo un’attenta disamina dei fattori di causa” hanno evidenziato poco fa il presidente e il direttore di Coldiretti Vercelli Biella, Paolo Dellarole e Marco Chiesa, prima di entrare in Prefettura.

La risicoltura di Vercelli-Biella, nel contesto produttivo piemontese e nazionale, costituisce un comparto di importanza strategica per il territorio della nostra provincia e del Comune capoluogo, in primis sotto il profilo economico ma anche in relazione all’aspetto occupazionale, sociale, culturale, storico e identitario.

Necessario puntare anche sulla rintracciabilità: per Coldiretti è necessaria una nuova legge nel collegato agricolo di “Campo libero”, in cui sia inserito chiaramente l’obbligo di indicazione dell’origine e l’etichettatura del riso. Questo per evitare che ancora una volta la produzione made in Piemonte vada ad essere utilizzata dalle riserie che tendono a nazionalizzare il riso estero, spesso importato come risone o semi lavorato anche utilizzando triangolazioni con i Paesi a dazio zero. Una ‘concorrenza sleale del riso’ di importazione provenienti dai paesi asiatici che fa crescere l’allarme tra i risicoltori italiani. Nell’ambito dell’attuale regime speciale a favore dei Paesi meno avanzati (Pma), i dazi della tariffa doganale comune sono totalmente aboliti per tutti i prodotti provenienti da tali nazioni, tranne per le armi e le munizioni; questo regime è conosciuto anche con l’acronimo inglese Eba (“Everything But Arms” corrispondente a “Tutto tranne le armi”). Questa  liberalizzazione ha favorito, nel tempo, le importazioni di riso provenienti dai Paesi Meno Avanzati verso l’Unione Europea, determinando a partire dal 2008 un incremento crescente delle importazioni.

La mobilitazione dei risicoltori di Vercelli e Biella e del Piemonte, dopo la consegna dei documenti con le richieste della categoria ai Prefetti delle province risicole avvenuta oggi, avrà un altro momento di grande intensità domani 11 luglio a Torino in Piazza Castello davanti al Palazzo della Regione dove saranno presenti i produttori all'insegna dello slogan: "Restituiamo il riso al Piemonte". Con sullo sfondo Palazzo Reale sarà ricostruita per la prima volta una vera risaia e ai cittadini sarà offerta una degustazione di insalata di riso alla piemontese. A Torino ci sarà anche il Presidente Nazionale Roberto Moncalvo.

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