Più ettari per i risicoltori. Bene, ma non accolliamocu i rischi della sovrapproduzione
In Italia, nei prossimi anni, ci saranno 30mila ettari in più a disposizione dei risicoltori. Una quantità che preoccupa la Federazione Interprovinciale Coldiretti di Vercelli e Biella. “L’Ente Risi ci ha chiesto uno sforzo particolare per far fronte alle richieste dei nuovi mercati – commenta il Direttore Domenico Pautasso – e noi siamo pronti a impegnare i nostri produttori in tal senso, ma non siamo disposti ad accollarci i rischi spropositati di una sovrapproduzione senza tutele di garanzia e di tutela per i nostri consorzi”. Quella che a molti industriali potrebbe apparire come una grossa opportunità di rilancio, secondo i consorzi vercellesi dell’Est Sesia, Ovest Sesia e Baraggia, potrebbe sortire un effetto boomerang. In primis per la possibilità che presto o tardi le esportazioni dai canali tradizionali possano riprendere con una certa continuità, e inoltre per le grandi quantità d’acqua necessarie alla coltivazione del riso su ampie superfici. “Quello che chiediamo è un accordo su tutta la filiera che possa tutelare i produttori da azioni speculative da parte dei grandi canali di distribuzione – sottolinea Pautasso -. Il tutto attraverso un patto di vincolo circa il ritiro della merce, sulla base di prezzi prestabiliti e concordati”. Coltivare riso o aumentare i terreni coltivabili, non presenta un esborso legato soltanto all’acquisizione o all’affitto, ma comporta dei notevoli costi di gestione. “Il problema – conclude il Direttore interprovinciale Coldiretti – resta sempre quello dello sfruttamento delle risorse idriche. Non possiamo immaginare di aumentare la produzione senza la certezza di poter irrigare a dovere i terreni. Per questo la nostra richiesta di nuovi bacini artificiali per una riserva idrica adeguata e per una raccolta di acqua piovana diventa più che mai attuale”. L’emergenza idrica sarà infatti la prima tematica che i vari consorzi risicoli presenteranno alle istituzioni su tutti i livelli di governance: dall’Europa allo Stato, dalla Regione alle Province.
5 Maggio 2008
RISO
