Annata disastrosa per il miele. Dalla ‘Bassa’ vercellese alle baragge e, più in su, ai monti di Biellese e Valsesia, il maltempo ha lasciato ‘a terra’ le api, con effetti a catena sulla produzione di miele.
“Un quadro disarmante” rilevano i vertici della Coldiretti interprovinciale. Tutta colpa delle bizze di Giove Pluvio, come sottolineano il presidente e il direttore Paolo Dellarole e Marco Chiesa: “L’inconsueto andamento climatico di quest’anno, con un brevissimo anticipo di bel tempo subito dopo la fine dell’inverno, seguito da un interminabile periodo di piogge e temperature pressoché costantemente al di sotto della media, ha determinato gravissimi danni agli apicoltori delle nostre due province, una situazione comune a quella della nostra regione”.
Oltre 100 sono i soggetti dediti all’apicoltura nel Vercellese, altrettanti nel Biellese. Si tratta per la maggior parte di hobbisti, con una ventina di imprese professionali che si distinguono nel panorama nazionale per la produzione di miele di qualità, tra cui quelli di castagno, acacia, millefiori, rododendro e altre varietà.
I danni maggiori derivano dalla perdita, in molti casi totale e poco meno, del raccolto di miele di acacia dove, a fianco di produzioni pressoché nulle, si registrano valori dell’ordine dei 5 kg di miele/alveare.
Nelle due province va male anche per le produzioni dei mieli di tiglio e rododendro: addirittura per quest’ultimo, in Valsesia si registrano, al momento, produzioni quasi nulle.
Anche le fioriture primaverili e di inizio estate del “millefiori” non hanno fornito raccolti soddisfacenti ed il castagno, pur se in netta ripresa dopo i successi conseguiti con la lotta biologica al cinipide, a causa delle piogge e temperature ha anch’esso deluso, salvo alcune situazioni, chi sperava di recuperare un po’ delle perdite subite.
Scarse anche le speranze di un recupero con la raccolta della melata a causa del perdurare del mal tempo.
A fare di quest’annata un’annata da dimenticare, a fianco della perdita dei raccolti di maggiore interesse, si pongono i crescenti problemi per le lotta alla varroa e le preoccupazioni per la possibile diffusione della Vespa velutina nella nostra regione.
“Da decenni non si ricordavano simili condizioni difficili quanto al clima” concludono il presidente Dellarole e il direttore Chiesa. “Numerose imprese produttrici di miele del nostro territorio sono in difficoltà, chiediamo che in tutte le sedi competenti venga valutata la possibilità di attivare, con urgenza, misure straordinarie di sostegno, di agevolazione al credito e di esenzione fiscale.
Va ricordato che la produzione di miele costituisce un segmento caratteristico dell’agricoltura del Vercellese e Biellese: un settore da difendere e tutelare, che negli ultimi anni ha visto l’insediamento di nuove giovani imprese”.
