“Sarà il mese di settembre a decidere i destini del raccolto del riso, comunque alle prese con un ritardo-record dopo le piogge che, per tutta l’estate, hanno sferzato le nostre province e l’intero nord Italia”. Lo sottolineano Paolo Dellarole e Marco Chiesa, presidente e direttore di Coldiretti Vercelli-Biella, nel precisare come più in generale, il maltempo abbia avuto “effetti a catena per tutte le colture, dal mais alla vite, dalle orticole alle foraggere”.
Attraverso le analisi dei tecnici del Centro Assistenza Agricola (Caa) coordinato da Lorenzo Rolando, la Coldiretti interprovinciale ha stilato un quadro di sintesi che riassume lo ‘stato dei fatti’ alla data del 3 settembre.
RISO – Le incognite sono molte. I ritardi di maturazione variano molto tra zona e zona, con differenze che vanno da 20 giorni ad oltre un mese. Ne consegue che molti risicoltori potranno iniziare la mietitura solo nel mese di ottobre. Ciò che a occhio può sembrare un bel raccolto potrebbe nascondere delle insidie, particolarmente nelle zone settentrionali, per la parziale o mancata fecondazione sulla pannocchia in punto. Le notti molto fredde hanno comportato diversi problemi di aborti fiorali sulla cariosside del riso: la fioritura, che solitamente avviene tra il 20 luglio e il 5-10 agosto, quest’anno si è protratta sin’oltre il 10 agosto, fatta eccezione per il riso seminato in asciutta. In alcune zone si riscontra una notevole presenza di infestanti in risaia, per la troppa pioggia che ha mitigato l’efficacia dei diserbi. Mese di settembre decisivo: uno stabile bel tempo potrebbe apportare importanti benefici alle prospettive di raccolta; di contro, il protrarsi delle piogge, affossare definitivamente le speranze dei risicoltori.
FRUTTA – Il 2014 segnerà una stagione da dimenticare. Dopo una meravigliosa fase di impollinazione, che faceva prevedere buoni numeri, è iniziato il susseguirsi delle perturbazioni. Le ripetute piogge hanno causato malattie e marciumi. E ad aggravare la situazione, c’è un mercato difficilissimo, con prezzi molto bassi in particolare per le pesche e le susine. Per salvare il pescheto Italia la Coldiretti chiede al Governo una serie di interventi che diano al settore migliori prospettive per il futuro, tra cui la regolamentazione del sistema degli sconti e delle vendite sottocosto nella grande distribuzione organizzata, un meccanismo di formazione dei prezzi che parta dai costi di produzione e maggiori controlli sul rispetto delle norme di commercializzazione e sui prodotti di importazione, troppo frequentemente spacciati per italiani. Per l’immediato, al fine di dare maggiore soddisfazione a chi produce la buona frutta e rilanciare i consumi di più alta qualità e far ripartire mercato e prezzi negli ultimi 60 giorni di campagna, Coldiretti sostiene la richiesta che il ministro dell’Agricoltura, Maurizio Martina, ha fatto alla Commissione Ue per l’utilizzo di quanto previsto dal Regolamento comunitario 1308/2013 (Ocm Unica), con un intervento straordinario per la frutta estiva (pesche e nettarine, angurie, meloni, ecc.) che riguardi sia soci sia non soci di organizzazioni ortofrutticole.
Anche per il kiwi la stagione non è stata di facile approccio: quest’anno le temperature dell’estate non hanno contribuito ad arrestare il diffondersi della batteriosi. Ciononostante, i produttori sperano di mantenere i numeri dello scorso anno. La raccolta dei kiwi inizierà dopo il 20 ottobre.
MIELE - E’ ormai conclamata un’annata disastrosa per il miele. Dalla ‘Bassa’ vercellese alle baragge e, più in su, ai monti di Biellese e Valsesia, il maltempo ha lasciato ‘a terra’ le api, con effetti a catena sulla produzione di miele. I danni maggiori derivano dalla perdita, in molti casi totale e poco meno, del raccolto di miele di acacia dove, a fianco di produzioni pressoché nulle, si registrano valori dell’ordine dei 5 kg di miele/alveare. Nelle due province va male anche per le produzioni dei mieli di tiglio e rododendro: addirittura per quest’ultimo, in Valsesia si registrano, al momento, produzioni quasi nulle.
Anche le fioriture primaverili e di inizio estate del “millefiori” non hanno fornito raccolti soddisfacenti ed il castagno, pur se in netta ripresa dopo i successi conseguiti con la lotta biologica al cinipide, a causa delle piogge e temperature ha anch’esso deluso, salvo alcune situazioni, chi sperava di recuperare un po’ delle perdite subite.
MAIS – Lo sviluppo della coltura è, anche in questo caso, in ritardo di un mese: tuttavia si prospetta una buona produzione anche nelle zone non irrigue che quest’anno non hanno patito la siccità. Salvo per alcuni areali, dove i campi sono stati flagellati dalla grandine, è dunque prevedibile una buona produzione, anche se con un elevato grado d’umidità.
FORAGGERE – Situazione ambigua. Buone produzioni per chi è riuscito a completare le mietiture, particolarmente nelle aree montane. Ma per effetto della pioggia, del vento e del freddo le condizioni sono state proibitive per gli animali in alpeggio dove le precipitazioni e i continui temporali hanno reso difficoltoso o impossibile il taglio del fieno e le temperature rigide hanno ridotto la crescita dell’erba, riducendone la quantità a disposizione delle mandrie con il ricorso ad acquisto di prodotti per l’alimentazione che ha aggravato i costi.
UVA DA VINO – Il sole di settembre sarà decisivo anche nel caso dell’uva. La vite ha avuto una maturazione difficile e affrontato un’annata complicata anche dal punto di vista della lotta fitosanitaria. Le nostre aziende però hanno lavorato bene, mantenendo l’uva sana: con un buon settembre – stima il nostro servizio vitivinicolo coordinato da Carlo Todeschino - si può ancora sperare in buoni risultati. Certo l’annata 2014 non regalerà vini di gradazioni eccelse, tuttavia gli sbalzi termici subiti dalla vite intensificheranno aromi e profumi. Vendemmia tardiva? Non del tutto: tuttavia, pur avviandosi nei termini previsti, la raccolta delle uve potrebbe procedere con maggiore lentezza (in particolare per le viti a bacca rossa), in modo da godere al meglio del sole del primo autunno e sviluppare un adeguato grado zuccherino.
ORTICOLE E FAGIOLO DI SALUGGIA – Il maltempo ha colpito anche le ortive: ciononostante è stato possibile salvare i raccolti, che risultano addirittura buoni per lo zucchino nel Vercellese, anche se i prezzi di mercato non risultano molto alti. Interessante è invece, l’aumento dell’ettarato del fagiolo, particolarmente nell’areale di Saluggia e territori limitrofi: il primo raccolto è stato soddisfacente, anche sotto il profilo del prezzo. Il prodotto è molto richiesto in particolare dai mercati del cento-sud Italia. Il secondo raccolto inizierà intorno a metà settembre.
La ‘pazza estate’ 2014 è costata all’Italia oltre un miliardo di euro: il maltempo ha sconvolto soprattutto le attività turistiche (penalizzando anche le strutture delle nostre province) e quelle agricole ma ha anche cambiato le abitudini stagionali degli italiani. Negli ultimi tre mesi l’Italia è stata raggiunta da oltre venticinque diverse perturbazioni, il maltempo ha tagliato le partenze per le vacanze e ridotto durata e budget di spesa lasciando più vuoti, nelle principali località turistiche, ma anche penalizzando quanti hanno raggiunto i nostri laghi e le nostre alpi. I temporali, la pioggia, le bombe d’acqua e la grandine hanno anche distrutto a macchia di leopardo le campagne e sconvolto i cicli naturali di piante e animali. Ai danni diretti sulle coltivazioni si sommano quelli indiretti provocati dal calo di consumi dei prodotti stagionali come la frutta e verdura a causa delle condizioni climatiche non favorevoli con un conto che, come abbiamo visto, è particolarmente salato per pesche e nettarine.
Unica nota positiva il dimezzamento della superficie di bosco andata a fuoco dall'inizio dell'anno al 15 agosto (8729 ettari in calo del 57% rispetto al 2013), anche per la pioggia abbondante che peraltro ha favorito la nascita dei funghi per i quali si prevede una stagione da record iniziata in anticipo e con ottimi riscontri negli oltre 10 milioni d boschi che ricoprono circa un terzo della superficie nazionale, dove si stima si realizzi una produzione di circa 30mila tonnellate secondo la Coldiretti.
