La Coldiretti del Piemonte, la scorsa domenica 28 giugno, è scesa in piazza a Torino presso il centro commerciale SNOS di corso Mortara tra le 10.00 e le 13.00.
“Ora la misura è davvero colma. I nostri allevatori ricevono dalle industrie per il proprio latte acconti in alcuni casi di 25-26 centesimi al litro mentre queste continuano ad importarne almeno la metà di quello lavorato in Piemonte. Ma ciò che è deleterio è che il latte straniero viene nazionalizzato al momento della trasformazione. Il consumatore è beffato due volte: prima perché compra per latte nazionale un latte che italiano non è; poi perché le più grandi aziende di trasformazione spendono milioni di euro per una pubblicità che non garantisce il diritto dei consumatori ad essere informati correttamente sull’origine della materia prima”. Questa la dichiarazione del presidente e del direttore di Coldiretti Piemonte Paolo Rovellotti e Bruno Rivarossa, che aggiungono “vogliamo concludere una trattativa che si protrae da 18 mesi senza alcun risultato concreto. Il nostro obiettivo è di valorizzare il latte del Piemonte con quelle industrie interessate ad un accordo serio con la parte agricola. È assurdo che in una Regione dove si producono 8 milioni e mezzo di quintali di latte ne siano importati altrettanti senza rintracciabilità e senza alcuna indicazione dell’origine”.
A livello nazionale la Coldiretti ha chiesto al Ministero delle politiche agricole di rendere disponibile al pubblico su sito Internet i dati riguardanti le importazioni di latte e derivati lattiero caseari (soprattutto in riferimento a polveri di latte, concentrato proteico, caseine e cagliate) e rendere note le ditte di destinazione dei prodotti importati. Coldiretti ha inoltre evidenziato l’esigenza di rafforzare i controlli sulle importazioni dall’estero. In questo contesto si colloca la manifestazione svoltasi al Fréjus lo scorso 4 giugno. Iniziative condivise e portate avanti in piena collaborazione con le associazioni dei consumatori.
Si stima che, senza alcuna indicazione in etichetta, tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro sono stranieri, mentre la metà delle mozzarelle in vendita è fatta con latte o addirittura cagliate straniere. La speculazione sui prezzi si combatte con la trasparenza dell'informazione e per questo è necessario estendere l'obbligo di indicare in etichetta la provenienza del latte a lunga conservazione (UHT).
In Italia nell’ultimo anno sono arrivati 86 milioni di quintali di latte equivalente tra polveri, cagliate, formaggi, cisterne di latte liquido o confezionato. Per garantire la veridicità del prodotto caseario, la Coldiretti chiede anche la mappatura mediante l’utilizzo di isotopi estesa a tutto il territorio nazionale, mentre sul piano commerciale è necessario intervenire con norme per agevolare le imprese agricole all’accesso nella distribuzione tradizionale e organizzata, e alla partecipazione a bandi e gare d’appalto per favorire il consumo nelle mense pubbliche di latte e derivati. Facilitare lo sviluppo delle filiere corte dei prodotti lattiero caseari, mediante la vendita diretta, distributori automatici e altro può peraltro assicurare nuovi sbocchi di mercato più remunerativi per gli allevatori, mentre sul piano organizzativo occorre una ridefinizione dei ruoli e delle regole dell’attività dei consorzi di tutela dei formaggi italiani.
La mobilitazione di Coldiretti è appena iniziata. Oggi lottiamo per il latte e la zootecnia, ma siamo pronti sin da ora ad attivarci con le stesse modalità per il settore risicolo, scendendo in piazza nel caso in cui dovessero ulteriormente precipitare i prezzi del riso.
Lo scorso 30 aprile, Coldiretti, in occasione della presentazione del proprio progetto per il paese, “una filiera agricola tutta italiana”, ha promesso che avrebbe fatto conoscere all’opinione pubblica tutti quei casi in cui il prodotto importato dall’estero e poi trasformato in Italia viene spacciato per prodotto interamente italiano. Ci rivolgiamo pertanto alle industrie risicole e alla grande distribuzione, per aprire al più presto un tavolo di confronto onde evitare un tracollo, ormai all’orizzonte, dei prezzi alla produzione. Se ciò non dovesse avvenire in tempi relativamente brevi, Coldiretti dichiarerà lo stato permanente di mobilitazione. Siamo pronti a qualsiasi tipo di confronto: abbiamo uomini e mezzi per difendere il reddito e il futuro delle imprese e per tutelare i consumatori.
Alcuni dati riferiti al 2009
(espressi in tonnellate di risone)
| Produzione comunitaria | 2.880.000 |
| Importazioni comunitarie | 1.270.000 |
| Produzione nazionale | 1.560.000 |
| Eccedenze nazionali | 200.000 |
