15 Aprile 2018
LATTE

Ogni tentativo di far abbassare il prezzo del latte si scontra con i fatti: c’è richiesta di prodotto, e l’aumento incontestabile delle quotazioni del burro, cresciute del 10,47% in un anno, ne sono la testimonianza”. Così Paolo Dellarole, presidente di Coldiretti Vercelli Biella torna alla questione relativa del prezzo alla stalla (si veda il comunicato stampa inviato ieri).

“I valori del burro volano e toccano i 4,80 euro al chilo con un progresso del 10,47% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, un trend accompagnato anche da un aumento del 12,5% della spesa delle famiglie”.
Lo confermano, peraltro, i dati dell’ultima quotazione sulla piazza di Milano, risalente a lunedì 9 aprile, mostrano ancora l’aumento dell’1,11% rispetto alla scorsa settimana.

“Ancor più a fronte di questa situazione, è inammissibile l’azione del mondo industriale di ribassare il prezzo del latte facendo credere che sia dovuto ad un andamento negativo del mercato” commenta Dellarole, nel ribadire la posizione espressa da Coldiretti Piemonte.

 “Si tratta solo di una scorrettezza che le industrie e le multinazionali stanno attuando nei confronti degli allevatori variando in modo unilaterale i contratti in essere o rescindendoli prima dei 12 mesi previsti dalla legge. Il burro, oltretutto, è particolarmente utilizzato dall’agroindustria per la preparazione di prodotti da forno e di quelli dolciari ed il suo riposizionamento è sicuramente dovuto all’entrata in vigore, nell’ottobre 2017, dell’obbligo di indicare in etichetta la provenienza per il latte Uht e tutti i suoi derivati, a garanzia della salute dei consumatori ed, in particolare, dei bambini, tipicamente golosi di dolci. E’ ora, quindi, di mettere fine a questa confusione che l’industria sta creando, speculando al ribasso sul prezzo del latte e mettendo a rischio il comparto lattiero-caseario, fondamentale per la nostra economia”. 

Il comparto in Piemonte registra una produzione lorda vendibile di 390 milioni, conta 2000 aziende produttrici con circa 8000 addetti e 51 specialità di formaggi, oltre all’unica unità produttiva italiana di polvere di latte; l’intero patrimonio zootecnico bovino in provincia di Vercelli conta ad oggi più di 11.000 capi bovini suddivisi con circa 330 allevatori: circa 560 allevatori, invece, nel Biellese con oltre 17.000 animali.

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