18 Giugno 2013
INTERVISTA AL DIRETTORE MARCO CHIESA

Marco Chiesa è il nuovo direttore di Coldiretti Vercelli Biella. Piemontese, di Rosignano Monferrato, Chiesa succede a Domenico Pautasso, ora destinato a guidare la federazione genovese dell’organizzazione agricola.
44 anni, agrotecnico, Chiesa arriva da un’esperienza importante, che lo ha visto sino ad ora alla direzione della Coldiretti di Venezia.
La sua carriera è però iniziata a Casale Monferrato, dove si è specializzato nei settori tecnico e fiscale ricoprendo per oltre dieci anni l’incarico di segretario di zona, prima di partire alla volta della città lagunare nel 2009 (a Venezia è stato vice direttore dal 2009 al 2011 e direttore negli ultimi due anni).
A dare il benvenuto al nuovo direttore, il presidente Paolo Dellarole e la dirigenza della Coldiretti interprovinciale.

Un ritorno in Piemonte. Con quali obiettivi, con quali prospettive?
“Innanzitutto con la consapevolezza di operare in un territorio che vede l’agricoltura quale asse portante del quadro socioeconomico: un territorio che ha visto lo sviluppo millenario della risicoltura e il cui capoluogo, Vercelli, è oggi riconosciuto a buon titolo come la capitale del riso.
D’altra parte l’agricoltura oggi vive un momento delicato, penalizzata dal paradosso di prodotti d’eccellenza che non incontrano un giusta remunerazione dai mercati. E il caso del riso è lampante. Nei prossimi anni andranno attivate tutte le iniziative necessarie e utili a ridare prospettive certe ai risicoltori: occorre puntare e promuovere la filiera italiana di questo cereale, come anche per tutti gli altri prodotti agricoli”.
                                                                                                               
L’agricoltura del comprensorio non è solo riso: qual è la situazione per le altre colture? Quali le priorità?
“Il paniere agroalimentare di Vercelli e Biella è amplissimo: si va dal riso e dalla cerealicoltura di pianura alla produzione dei formaggi che si spinge sino in alpeggio, passando per la coltura della vite lungo le colline sesiane, nel Biellese e nella zona del lago di Viverone. E poi c’è la frutticoltura, con un’areale produttivo di particolare rilievo a occidente, verso il Torinese. Senza dimenticarci dei fiori, ovviamente, che rappresentano un settore di straordinaria importanza tra alto Vercellese e Biellese.
Va da sé che ogni settore rivesta specificità proprie: in generale, però, si ripresenta in tutti i comparti il tema del rincaro dei costi di produzione, che in molti casi sta diventando insostenibile per le imprese. Peraltro, questo 2013 non è un anno facile, e anche il clima ci ha messo la coda, con cali di raccolti preventivati a due cifre per tutte le colture agricole. In più, moltissime zone delle due province soffrono i danni, continui, provocati dai cinghiali e dagli animali selvatici. Le priorità da affrontare sono davvero molte…”.      

Uno scenario che vi impegna a stare sempre più a fianco delle imprese.
“E’ una sfida importante che va raccolta. Proprio perché crediamo nel futuro e nei valori dell’agricoltura del territorio. Dal punto di vista sindacale saremo sempre più a fianco delle imprese nelle difficili partite che, ormai, si svolgono ad ogni livello, dal territorio alla Comunità Europea. Siamo a ridosso di un’importante riforma, quella della Politica Agricola Comune, la Pac: ed è strategico raggiungere obiettivi importanti, che permettano un futuro sereno alle nostre imprese. E penso in primis al mondo della risicoltura, che è la spina dorsale dell’economia e della cultura agricola della Bassa. I temi da affrontare sono diversi e importanti, dalla difesa delle colture agricole dalla fauna selvatica, al problema del credito per le imprese, alla promozione dei prodotti più caratteristici della nostra agricoltura”.

Coldiretti negli ultimi anni ha saputo parlare anche ai cittadini e all’opinione pubblica. Continuerete a farlo? E come, sul territorio?
“Il dialogo con il cittadino consumatore è prioritario e si fonda su un rapporto di fiducia, che ci sta portando alla costruzione della Filiera Agricola tutta Italiana. Un progetto ben avviato sul territorio delle nostre due province grazie alla rete degli Agrimercati, delle Fattorie e Punti di Campagna Amica, nonchè degli Agriturismi, in costante crescita. Vi parlo di numeri concreti: e a dimostrazione di ciò, proprio tra pochi giorni, venerdì 21, inaugureremo la prima Bottega di Campagna Amica delle nostre province, a Larizzate”.

C’è poi il rapporto con le istituzioni. Come si propone di agire?
“Semplicemente, con la volontà di ascoltare e proporre. L’apertura al confronto è, da sempre, un segno di maturità e positività. Del resto Coldiretti lo ha continuamente dimostrato, mettendosi al servizio del Paese e, soprattutto di questi tempi, avanzando proposte concrete con la consapevolezza di voler “agire per costruire”. Per questo è importante il dialogo tra l’agricoltura e il nuovo corso di una politica nazionale che lavora insieme per far progredire il Paese. Concetti che ben emergeranno il 4 luglio prossimo, quando Coldiretti si ritroverà a Roma per l’assemblea nazionale. Ci saranno anche i nostri imprenditori di Vercelli e Biella, sarà un momento molto importante e formativo.
Occorre ricondurre l’agricoltura a un “sano protagonismo” utile al territorio e al Paese, affinchè i sistemi agroalimentari possano essere, ad ogni livello, il fulcro su cui costruire la ripresa e il futuro in termini sociali, economici e di lavoro. Una sfida importante, che siamo pronti a vincere insieme. Noi e le imprese delle nostre province. Noi e un’agricoltura che ha l’orgoglio di abbracciare la bandiera di Coldiretti”.

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