10 Marzo 2010
Il problema dell’acqua? E’ solo il gioco dello scaricabarile.

Affrontare il problema delle risorse idriche analizzando il mero costo ad ettaro senza fare un’analisi complessiva dell’intero comparto risicolo, è del tutto fuori luogo e speculativo, essendo molti e diversi i problemi che oggi affliggono la risicoltura piemontese e italiana.

Nel convegno tenutosi lo scorso 9 marzo presso la Camera di Commercio di Vercelli sono stati affrontati alcuni aspetti ma non si è voluto entrare nel dettaglio delle vere problematiche, continuando a scaricare su altri le storture di una filiera agricola obsoleta. Il punto focale è quello di riequilibrare i costi e i ricavi all’interno dell’intera filiera, produttiva e commerciale. Al contrario, si continuano a sottolineare alcuni costi, evitando di parlare di altri.

“Credo che il mondo agricolo - commenta il Direttore della Coldiretti di Vercelli e Biella Domenico Pautasso - al di là dell’estrazione o del senso di appartenenza, non abbia bisogno di lezioni dal sistema industriale e di trasformazione, il quale continua a battere il tasto della forte domanda di riso (e che per questo occorra aumentare le superfici) senza voler affrontare in modo organico la formulazione dei prezzi, la programmazione delle scelte varietali, e limitandosi a dire che, a causa della fase di recessione, si devono tenere i costi sotto controllo. Ma quali costi? L’industria di trasformazione è molto brava a fare i conti in tasca agli imprenditori agricoli, ma continua a nascondere i costi della trasformazione e dell’intero sistema di commercializzazione. Nell’ultimo anno (febbraio 2009 - febbraio 2010) il prezzo del risone è diminuito mediamente del 29,7%, mentre il prezzo alla vendita al dettaglio è cresciuto dell’1,6%. Di quale recessione si sta parlando?”.

Probabilmente in alcune realtà il costo dell’acqua può essere un fattore che influisce sulla redditività delle imprese, ma non è di certo quello che la determina. Il problema delle risorse idriche va affrontato nelle sue varie implicazioni, tenendo conto di tutti i possibili utilizzi, e non solo relativamente all’uso agricolo. In tal senso, occorre immediatamente sgomberare il campo dall’equivoco che il ruolo dei Consorzi di bonifica e irrigazione sia solo quello di garantire la fornitura di acqua alle risaie. Essi hanno, al contrario, il ruolo di garantire l’approvvigionamento idrico all’intera collettività attraverso la realizzazione di infrastrutture sul territorio, considerando ugualmente importanti le coltivazioni, la produzione di energia, il deflusso minimo vitale, le esigenze di protezione civile.

“Crediamo - prosegue il Direttore Pautasso - che sia giunta l’ora di affrontare le difficoltà della risicoltura in modo serio e non strumentale. A fronte dei dati derivanti dal nostro studio, si evidenzia che probabilmente ci sono altri aspetti che incidono sui costi generali: da marzo 2002 a oggi, a fronte di un aumento del prezzo medio del risone del 17,2%, i costi di lavorazione sono aumentati, nello stesso arco temporale, del 47,8%. Oggi, dal risone al riso lavorato, il prezzo aumenta del 118,2%. Risulta evidente come l’equilibrio del prezzo finale sia sbilanciato verso un ben preciso attore della filiera”.

Detto ciò, non è scopo di Coldiretti difendere l’operato dei Consorzi di bonifica e di irrigazione, in quanto sono strutture che hanno mostrato negli anni di funzionare bene, ma è compito della maggiore organizzazione agricola italiana ed europea tutelare e difendere gli interessi delle imprese agricole. E grazie al progetto Una filiera agricola tutta italiana, l’unico oggi presente sullo scenario economico italiano, Coldiretti è in grado di onorare tale impegno, chiedendo a tutte le imprese risicole, vercellesi, piemontesi e italiane, e alle industrie di trasformazione di giungere in modo stabile al rapporto diretto tramite la formulazione di un prezzo che tenga conto della redditività delle imprese agricole, delle imprese che trasformano e di quelle che commercializzano.

“Continueremo sulla nostra strada - conclude il Direttore Pautasso - denunciando gli speculatori e firmando accordi di filiera con gli imprenditori seri che hanno a cuore il bene del paese intero. È giunta l’ora che le diseconomie e i costi di alcuni attori della filiera non vengano scaricati sul produttore e sul consumatore finale”.

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