17 Novembre 2020
Il bonus per il made in Italy nella ristorazione sostiene anche i nostri territori.

Scatta il bonus di filiera per le aziende della ristorazione che vorranno proporre menu 100% Made in Italy, proprio mentre la dieta mediterranea “compie” 10 anni dal riconoscimento UNESCO che la identificava patrimonio immateriale dell’umanità. Lo rende noto la Coldiretti nel sottolineare che sarà possibile presentare le domande per accedere al Fondo di 600 milioni di euro per il settore della ristorazione, da utilizzare per l'acquisto di prodotti italiani, fino al 28 novembre 2020 attraverso il Portale www.portaleristorazione.it o presso gli sportelli degli uffici postali.

“Per la prima volta si interviene in modo integrato dal campo alla tavola con un bonus che a cascata sostiene, insieme alla ristorazione, anche l’industria alimentare e l’agricoltura italiana e si contribuisce a salvare il patrimonio di prodotti nazionali, colpiti anche dalla diminuzione del 48% dei consumi fuori casa”, commenta Paolo Dellarole, presidente di Coldiretti Vercelli-Biella.

“Importante per il nostro territorio anche il fatto che del bonus potranno beneficiare anche gli agriturismi, per cui rappresenta un aiuto significativo a tutte le nostre strutture, che da sempre mantengono vive le tradizioni locali proponendo piatti della cucina tradizionale con prodotti soprattutto locali. Un investimento importante per l’economia, ma anche per la salute dei consumatori che possono avere maggior garanzie di acquistare e consumare prodotti davvero Made in Italy. Bene anche il fatto che tra i prodotti siano stati inclusi quelli del settore vitivinicolo. Nelle nostre province si produce vino di alta qualità che viene spesso consumato nella ristorazione e quest’anno ha subito un duro colpo con i ripetuti stop ai ristoranti”.

Nel Fondo Ristorazione sono stati stanziati 600 milioni per il 2020, finalizzati alla erogazione di un contributo a fondo perduto, per gli acquisti effettuati dopo il 14 agosto 2020, di prodotti di filiere agricole e alimentari, inclusi quelli vitivinicoli, anche DOP e IGP, valorizzando la materia prima di territorio anche attraverso l’acquisto di prodotti in vendita diretta dalle aziende agricole. Il beneficiario é tenuto ad acquistare almeno tre differenti tipologie di prodotti agricoli e alimentari e il prodotto principale non può superare il 50% spesa totale sostenuta mentre il contributo va da 1.000 euro ai 10.000 euro (esclusa IVA).