1 Dicembre 2017
GIORNATA DEL RINGRAZIAMENTO

E’ tutto pronto a Fontanetto Po per l’importante appuntamento di domenica prossima, che vedrà il borgo della Bassa Vercellese accogliere la Giornata interprovinciale del Ringraziamento di Coldiretti Vercelli-Biella. Sarà l’arcivescovo di Vercelli, mons. Marco Arnolfo, a celebrare la Santa Messa che, ogni anno, unisce gli imprenditori agricoli delle due province: “Ci prepariamo a vivere, come ogni anno, una giornata di festa e confronto, che evidenzia il valore delle radici cristiane che distinguono la Coldiretti sin dalla sua fondazione” sottolinea il presidente Paolo Dellarole.

IL PROGRAMMA - La Giornata interprovinciale del Ringraziamento 2017 avrà inizio alle ore 11 con la la Santa Messa, che accoglierà l'offertorio dei doni della terra e, a conclusione, la Preghiera del Coltivatore. Seguiranno la benedizione dei mezzi agricoli sul sagrato della parrocchiale, la visita alla chiesa della Confraternita della SS Trinità e alla casa del violinista Giovan Battista Viotti; a seguire, gli interventi di saluto presso l’adiacente teatro.

La Giornata del Ringraziamento continua, ancor oggi, la tradizionale ricorrenza che dal 1951 è celebrata dalla Coldiretti in tutta Italia ed è promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana (Cei) per rendere grazie per il raccolto dei campi e chiedere la benedizione sui nuovi lavori.

LA TRADIZIONE E IL TEMA ANNUALE – Come rimarca il presidente di Coldiretti Vercelli Biella Dellarole, “in ogni sua edizione, la Giornata viene celebrata con un messaggio da parte dei vescovi: il tema scelto per il 2017 è ‘La terra ospitale’: viene sottolineato come la terra sia “una realtà da custodire”.  E’ importante riflettere sul continuo impegno dei nostri imprenditori agricoli – e in primis dei nostri giovani - per la cura della casa comune, la sua percezione di un’interdipendenza globale e l’impegno a programmare un’agricoltura sostenibile e diversificata”.

Nel tradizionale documento redatto dalla Cei per la Giornata del Ringraziamento, i vescovi italiani richiamano le ragioni “della promozione di una rinnovata pratica di coltivazione della terra, declinata nel segno dell’attenzione all’ambiente, intensificando le buone pratiche già in atto in molte realtà dei nostri territori, favorendo forme di produzione a basso impatto, attente alla biodiversità, capaci di privilegiare le produzione autoctone e senza varietà geneticamente modificate. È anche un modo di contrastare lo sviluppo di quel mutamento climatico che proprio sull’agricoltura ha alcuni degli impatti più devastanti”.

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