Sino ad oggi abbiamo taciuto per il senso di responsabilità e per il senso civico che nutriamo nei confronti delle istituzioni e degli imprenditori agricoli tutti. Ma non possiamo continuare a restare in silenzio dinanzi a quanto è successo e quanto potrebbe accadere in futuro. Noi di Coldiretti abbiamo un dovere morale: quello di informare correttamente l’opinione pubblica e di tutelare gli interessi degli imprenditori agricoli dal populismo più insolente.
Le irresponsabili manifestazioni di piazza di Cia e Confagricoltura per il decreto sulle quote latte sono state una cortina di demagogia che ha distratto l’attenzione sulla vera emergenza che è il prezzo del latte e il reddito delle imprese. Le proteste di queste ultime settimane hanno solo causato il rinvio del decreto, che alla fine è stato approvato ugualmente con il testo votato sin dall’inizio dal Senato e al quale Coldiretti aveva lavorato per migliorarlo e renderlo accettabile. Chi ha provocato il ritardo sa perfettamente di aver causato anche, però, l’esclusione dell’approvazione del Fondo di solidarietà, che ha lasciato scoperte le aziende agricole dall’assicurazione agevolata.
Alle imprese agricole che per anni hanno usufruito delle agevolazioni per la stipula delle assicurazioni contro le avversità climatiche, oggi che cosa dobbiamo dire? Non è pensabile continuare ad accettare situazioni di questo tipo: le battaglie sindacali si fanno per rivendicare i diritti di una categoria ed in questo caso dell’agricoltura, che davanti al disastro dell’economia e della finanza più scellerata sta dimostrando di “tenere” e di diventare centrale rispetto all’economia di un paese. Noi di Coldiretti non ci facciamo strumentalizzare dalla politica per verificare il peso e la rappresentanza di un organizzazione rispetto ad un’altra.
Come organizzazione più rappresentativa dell’agricoltura italiana, abbiamo scelto di difendere con responsabilità gli autentici interessi degli allevatori e degli imprenditori tutti, puntando ad ottenere una normativa che fosse un punto fermo nell’annosa vicenda delle quote latte. Solo così infatti diventa possibile passare ad affrontare quelli che sono i problemi veri del settore: il crollo del prezzo del latte alla stalla falsato da una marea di latte in nero, che mette fuori mercato gli allevatori onesti.
Noi crediamo che i produttori e gli imprenditori tutti sappiano ben valutare e giudicare chi ha veramente perseguito i loro interessi e chi invece li ha utilizzati per strumentalizzazioni che nulla hanno a che fare con la difesa delle imprese.
29 Aprile 2009
Fondo di Solidarietà nazionale: quale futuro?
