A seguito della palese manifestazione d’interesse da parte della Amministrazione Comunale di Vercelli di volere urbanizzare l’area di Larizzate (pari a poco più di 100 ettari di superficie e coinvolgendo 7 aziende agricole), la Coldiretti di Vercelli e Biella desidera fare il punto della situazione, evidenziando in particolare il disagio vissuto dalle aziende agricole site in quel territorio.
La Coldiretti non ha mai ostacolato azioni volte a creare occupazione e mai lo farà, soprattutto in un momento dove ogni giorno assistiamo alla perdita di posti di lavoro.
Detto ciò, uno sviluppo fattibile e sostenibile, proiettato alla crescita e allo sviluppo di un territorio, deve passare attraverso una strategia volta al progresso di tutte le sue componenti socio-economiche presenti. Gli investimenti per la realizzazione di nuovi posti di lavoro, con l’insediamento di nuove attività produttive previste nei terreni di Larizzate, sono certamente nobili. Rimane però l’incognita di dove ricollocare quelle imprese agricole che da diverse generazioni coltivano con passione e capacità imprenditoriale i terreni in essere. Le imprese agricole non sono come le attività commerciali o artigianali che possono risistemarsi in altre realtà in qualsiasi momento della vita imprenditoriale. L’attività agricola è fondata sull’utilizzo del terreno: senza di esso non esisterebbero le aziende.
Le imprese oggi operanti a Larizzate sono consapevoli dell’importanza del progetto; sono però altrettanto consapevoli che non sia sufficiente una semplice rassicurazione verbale per invitarli a lasciare liberi i terreni oggetto dell’intervento. La Coldiretti, a questo punto, chiede l’insediamento di un tavolo permanente di concertazione per definire il futuro dei terreni e delle aziende coinvolte.
“Come manifestato in più circostanze – sottolinea Domenico Pautasso, Direttore Coldiretti di Vercelli e Biella – siamo disponibili al dialogo, purché costruttivo e disinteressato, al fine di analizzare congiuntamente la sostenibilità del progetto, percorrendo anche l’ipotesi di utilizzare eventuali aree intercluse, quindi già compromesse, o aree dimesse in passato”.
La Coldiretti ritiene che investimenti di tale portata non possano prescindere dal prevedere indennizzi nei confronti delle imprese coinvolte dall’esproprio, imprese peraltro disponibili anche ad acquistare i fabbricati rurali. Nei prossimi giorni la Coldiretti si incontrerà con l’Amministrazione comunale, per approfondire tutti gli aspetti legati all’opera, e con la convinzione di giungere in tempi ragionevoli ad una definizione che non veda il mondo agricolo essere sopraffatto da scelte del tutto estranee.
