A fronte del perdurare della grave situazione di crisi delle aziende risicole, Coldiretti Vercelli-Biella, con l’appoggio dello sportello territoriale di Vercelli di Adiconsum, organizza nella mattina di venerdì 21 maggio, in piazza Zumaglini a Vercelli, un presidio informativo dove centinaia di aziende risicole denunceranno il crollo dei prezzi pagati alla produzione (-39%, in media, nell’ultimo anno), a fronte di un aumento del costo medio allo scaffale pagato dai consumatori: un danno enorme causato dalla mancanza di strategia, di controllo e di trasparenza della filiera.
L’obbiettivo è di portare a conoscenza della opinione pubblica il furto perpetrato ai danni dei produttori risicoli e dei consumatori finali. Il crollo dei prezzi, infatti, non ha portato alcun vantaggio ai consumatori: oggi un chilo di risone viene mediamente pagato al produttore 0,26 €. Dopo la lavorazione, il prezzo giunge mediamente a 0,58 €/kg (+124%), per giungere infine allo scaffale con un costo medio per il consumatore finale di 2,75 €/kg (+ 968 %).
In questa sede, Coldiretti e Adiconsum richiederanno alle industrie del riso, nonché agli Enti competenti, di rendere note le quantità, le qualità, e gli acquirenti del riso importato; che anche per il riso importato venga richiesto il rispetto degli stessi parametri di qualità (normative igienico/sanitarie, uso dei fitofarmaci, normativa sul lavoro) richiesti per il riso italiano; che sia resa obbligatoria anche per il riso una etichettatura che comunichi al consumatore finale la provenienza e la varietà della materia prima utilizzata; che vengano resi noti i parametri utilizzati per la quotazione alla Borsa Risi.
Proporranno, inoltre, di giungere al più presto a un accordo circa la modalità di formulazione dei prezzi, che non tenga conto delle quotazioni di mercato ma della redditività reale delle imprese agricole, della qualità del riso e della sua indicizzazione.
È giunto il momento di rendere trasparenti i reali costi di produzione e commercializzazione, e di costruire una filiera basata sul lavoro delle aziende serie, con la volontà di operare per il bene della risicoltura, al fine di garantire e difendere il reddito delle imprese, il potere d’acquisto dei consumatori, e la qualità e la tipicità delle nostre produzioni.
