Danni da fauna selvatica: Coldiretti Vercelli-Biella consegna un documento al Prefetto di Biella
Venerdì 23 maggio, alla presenza dell’Assessore Graziola, delle Organizzazioni Agricole, dell’ASL, dei Sindaci e delle Associazioni Venatorie ed Ambientaliste, i vertici di Coldiretti Vercelli-Biella sono stati ricevuti dal Prefetto di Biella, Dott.ssa Narcisa Brassesco, per discutere sui gravissimi danni alle coltivazioni causati dagli ungulati. In un documento consegnato al Prefetto, la Federazione Interprovinciale chiede un autorevole sostegno nelle iniziative avviate al fine di tutelare le aziende associate e tutte quelle imprese che svolgono attività agricola in comprensori collinari e montani. “ Nelle aree con maggior concentrazione di animali – spiega nella lettera il Vicedelegato Confederale Lucio De Marchi – il livello dei danni non è più compatibile con la normale conduzione dell’impresa e gli interventi di controllo sin qui attuati, anche quando numericamente efficaci, non hanno realizzato un contenimento dell’espansione complessiva della specie”. Per Coldiretti è importante sottolineare l’importanza dell’intervento sugli Enti cui compete la responsabilità logistica. “Le nostre imprese – spiega il Direttore Domenico Pautasso – non cercano risarcimenti ma vorrebbero coltivare semplicemente i propri terreni con tranquillità, senza vederli devastati da cinghiali od altra fauna. Occorre venga introdotto, su basi regolamentate, il principio dell’autodifesa, garantendo all’agricoltore, purchè in possesso d’armi, di abbattere i cinghiali in flagranza, potenziando ed incrementando le azioni di controllo attivo della specie attraverso una diversa regolamentazione delle modalità di caccia”. Per Coldiretti sarebbe meglio avvalersi di una regia unica per la gestione delle forze messe in campo per queste azioni: dal personale di vigilanza, ai Guardaparco. Occorre inoltre la certezza delle risorse per i risarcimenti, unita ad una revisione della burocrazia che obbliga le imprese ad estenuanti e deprimenti procedure. Non meno importante, l’introduzione di metodiche di controllo sanitario per tutta quella carne che, provenendo da attività venatoria, circola sul territorio. “Chiediamo un tavolo di discussione finalmente efficace – concludono i vertici Coldiretti – alla quale partecipino tutte le parti con ruoli in materia sia decisionale che gestionale”.
26 Maggio 2008
CINGHIALI
