I settori più colpiti potrebbero essere quello vitivinicolo, della carne e dei prodotti lattiero caseari: certo è che, per le produzioni agricole di Vercelli-Biella, gli accordi Ceta con il Canada, rappresentano una minaccia concreta.
E’ diffusa la preoccupazione del mondo agricolo sugli impatti economici e sociali dell’intesa sul commercio fra Europa e Canada, che il Senato dovrebbe sottoporre a ratifica, che potrebbero toccare diversi settori economici dell’agroalimentare made in Novara-Vco, come il settore vitivinicolo, il cui appeal internazionale registra una crescita costante.
Un accordo che, oltre a legalizzare la pirateria alimentare, dando il via libera alle imitazioni canadesi dei prodotti made in Italy, apre le porte al grano duro trattato con il glifosato, vietato in Italia, e ad ingenti quantitativi di carne a dazio zero.
“A rischio è la qualità eccellente delle nostre produzioni” evidenzia la presidente di Coldiretti Vercelli Biella Paolo Dellarole. “Non dimentichiamo che verranno meno tutte quelle barriere, non solo tariffarie, che abbiamo voluto al fine di evitare che sulle nostre tavole arrivino prodotti meno controllati rispetto a quelli italiani.
E’ fondamentale quindi una valutazione ben ponderata e approfondita dell’argomento, soprattutto in considerazione della mancanza di reciprocità tra i modelli produttivi Ue e quelli del Canada. La nostra Organizzazione, quindi, continuerà ad impegnarsi per far sì che tutte le battaglie portate avanti a favore della qualità e della sicurezza alimentare non vengano vanificate, assecondando soltanto gli interessi delle multinazionali”.
Gli accordi rappresentano una minaccia per tutto il sistema-Piemonte. “Nella nostra regione, dove l’export verso il Canada vale oltre i 50 milioni di Euro, i comparti che potranno essere maggiormente colpiti sono quello vitivinicolo, quello dei bovini da carne e dei prodotti lattiero-caseari” evidenziano Delia Revelli, presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa, Delegato Confederale.
