Martedì 29 gennaio 2019 alle ore 21 al Cinema Italia, in piazza Paietta 5 a Vercelli, con ingresso gratuito fino ad esaurimento posti, verrà proiettato il documentario “Rice to Love” del regista Stefano Rogliatti, nato da un’idea di Coldiretti Piemonte che, nell’anteprima torinese al cinema “Massimo” ha fatto registrare il tutto esaurito nelle due proiezioni.
“In Europa le importazioni di riso dalla Birmania, dal 2016 al 2018, sono aumentate oltre l’800 percento. Si tratta, però, di un riso che proviene da soprusi, violenze e sofferenze generate da interessi politici ed economici delle multinazionali – spiega Paolo Dellarole, presidente Coldiretti Vercelli-Biella. “Da qui il desiderio di indagare e scoprire cosa stia avvenendo veramente in Birmania. Dal giusto mix tra la nostra curiosità e l’abilità del regista Rogliatti è nato Rice to Love, un filmato unico nel suo genere che denuncia la realtà dei Paesi che fanno concorrenza sleale al nostro riso italiano”.
Durante il viaggio, svolto nel mese di luglio 2018, con oltre 10 ore di girato, il regista ha documentato, in modo anche rischioso, la verità di quei luoghi e della situazione generata alle popolazioni dalle multinazionali e dai governi. Attraverso le testimonianze dei protagonisti, emerge il mondo della risicoltura in Birmania dove il riso è il comune denominatore che gioca un ruolo fondamentale sia come risorsa alimentare sia come merce di scambio. Un percorso che si snoda mostrando un connubio tra gli aspetti etici, politici e sociali in un territorio dove gli interessi nazionali e stranieri si intrecciano pericolosamente creando diseguaglianze e soprusi.
Grazie all’accordo stipulato con Agis, si stanno calendarizzando una serie di appuntamenti nelle sale cinematografiche per far conoscere questo documentario in tutta la regione, a partire dalle province più votate alla risicoltura come quelle di Vercelli e Novara (il primo appuntamento è, appunto, quello nella città eusebiana), per arrivare anche alle scuole.
“Il riso – conclude Dellarole - ci offre lo spunto per parlare in modo più ampio di temi quali la sicurezza alimentare, l’etichettatura e il cibo etico. La testimonianza, che ci arriva dal lavoro svolto del regista Rogliatti in Birmania, quindi, ci dà la possibilità di far conoscere alla società la verità di quei luoghi e della situazione generata alle popolazioni dalle multinazionali e dai governi rendendoci più consapevoli di cosa c’è dietro a quello che portiamo sulle nostre tavole”.
