Serve ora una progettualità che dia prospettive economiche alle imprese
“Le nostre imprese vitivinicole stanno già affrontando un momento particolarmente delicato con i costi di produzione schizzati in alto ed una situazione di mercato complicata, per cui è necessario non penalizzarle ulteriormente, come abbiamo fortemente sottolineato anche in occasione della riunione in Regione - sottolinea Monica Monticone, membro di giunta di Coldiretti Piemonte con delega territoriale al settore vitivinicolo -. Per le 3500 aziende la resa a 85 ql/ettaro è già un sacrificio per questo era necessario un primo cambio di rotta da parte dell’industria rispetto alla posizione iniziale”.
“Auspichiamo che la parte industriale dimostri di continuare ad essere collaborativa anche nella formulazione dei prezzi di riferimento che sarebbe opportuno vengano stabiliti e che devono valorizzare il lavoro degli imprenditori vitivinicoli - spiegano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale -. L’obiettivo deve essere sempre la valorizzazione della DOCG Asti, rappresentativa dei nostri territori e di un patrimonio che non possiamo rischiare di perdere”.

