La vicenda riso torna sul tavolo della Regione: in particolare, si è tenuto questa mattina un incontro del comparto riso al quale ha partecipato anche il presidente di Coldiretti Vercelli Biella Paolo Dellarole, che ha delega al settore risicolo in seno alla giunta regionale dell’organizzazione agricola.
“In particolare sono due le priorità che abbiamo sottoposto all’assessore Ferrero” spiega Dellarole. “La prima è l’etichettatura d’origine obbligatoria, provvedimento strutturale importantissimo per valorizzare il riso made in Italy ed in Piemonte e per consentire ai consumatori di scegliere con consapevolezza; contemporaneamente – secondo punto, ma non meno importante – riguarda l’attivazione della clausola di salvaguardia, misura d’emergenza che attualmente è prevista solo per il settore industriale. Tale modifica consentirebbe, appunto, di attivare la clausola per il settore agricolo nel momento in cui, come oggi sta accadendo, si verificano difficoltà economiche, causate dalle importazioni di riso proveniente dai Paesi che operano in regime EBA. Il fatto che i dazi non vengano più pagati sta agevolando solo le multinazionali del commercio e a farne le spese, invece, sono le nostre imprese risicole che stanno subendo pesanti ricadute economiche”.
“Auspichiamo che, in tempi brevi - afferma Delia Revelli presidente di Coldiretti Piemonte - anche la Regione si faccia portatrice di tali fondamentali richieste al ministero. Con oltre 116 mila ettari, 1.100 aziende ed una produzione di 8 milioni di quintali il Piemonte rappresenta la più importante realtà risicola”.
“Al di là dell’incontro in Regione, dobbiamo dire basta alle speculazioni degli industriali che continuano a pagare a poco prezzo il risone, a non impegnarsi nell’etichettatura obbligatoria e a mettere in difficoltà le imprese, obbligandole a stoccare nei loro magazzini il prodotto, generando così una forma di vincolo inconcepibile e non più accettabile” sottolinea il Delegato Confederale Bruno Rivarossa.
“L’incontro di oggi è servito a stimolare ulteriormente anche l’Ente Risi, presente con il suo presidente. Un’occasione mancata, invece, per avere al tavolo di confronto anche le voci emerse in questi ultimi tempi sul territorio”.
Da mettere inevidenza che i dati del sistema di allarme rapido comunitario (RASFF), dall’inizio del 2016 ci sono state 12 allerte sanitarie da contaminazione per il riso e i prodotti a base di riso da Paesi extracomunitari in Europa.
