Prima l’incontro con gli studenti dell’Istituto Agrario ‘Galileo Ferraris’, poi la dedica di un cipresso nero e un arbusto di rosmarino prostrato all’ex Procuratore capo di Torino Bruno Caccia e, al termine, il convegno promosso dalla Camera di Commercio di Vercelli al Seminario Vescovile sul tema "Le Camere di commercio per il contrasto alla concorrenza sleale e la promozione della trasparenza e della legalità nell'economia".
Per Vercelli, quella di ieri (7 giugno) è stata un’intera mattinata vissuta con Giancarlo Caselli, già procuratore capo della Repubblica a Torino e presidente del comitato scientifico dell’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare: si tratta della fondazione voluta e costituita da Coldiretti per diffondere la conoscenza e la consapevolezza del patrimonio agroalimentare italiano, con l’obiettivo di creare un sistema coordinato e capillare di controlli idonei a smascherare i comportamenti che si pongono in contrasto con la legalità. Ha preso parte a tutti i momenti della giornata – ed è intervenuto al convegno – il presidente di Coldiretti Vercelli Biella Paolo Dellarole. Presenti anche il questore di Vercelli Rosanna Lavezzaro e i vertici di Carabinieri, Guardia di Finanza oltre alle autorità civili e militari.
Prima tappa, come detto, presso l’istituto Galileo Ferraris dove Caselli si è intrattenuto per un breve incontro con gli studenti e i docenti. In particolare, lo hanno introdotto i saluti di Lella Bassignana, a capo della consulta per l’imprenditoria giovanile della Camera di Commercio e del dirigente scolastico Giovanni Marcianò: poi, ad inaugurare il ‘Giardino dei Giusti’ in piazza della Vittoria, innanzi alla scuola, la piantumazione di un cipresso nero (simbolo dell’accesso all’eternità e dell’immortalità) e un arbusto di rosmarino prostrato (che simboleggia il ricordo) per celebrare la memoria di Bruno Caccia, già procuratore della Repubblica a Torino, dove fu ucciso dalla ‘ndrangheta la sera del 26 giugno 1983. Caselli ne ha puntualmente ripercorso la vita e l’opera in Magistratura, anche con ricordi profondi e personali.
Anche nel corso del convegno moderato dal giornalista Gianfranco Quaglia presso il Seminario (aperto dal presidente della Camera di Commercio di Biella e Vercelli Alessandro Ciccioni e dal prefetto di Vercelli Maria Rosa Trio con i diversi interventi tra cui quello di Dellarole e della referente di ‘Libera’ in Piemonte Maria Josè Fava), Giancarlo Caselli si è rivolto ai giovani, rimarcando la pericolosità di una mafia che si infiltra anche nell’ambito agroalimentare, “con la tendenza ad inserirsi in tutti gli ingranaggi della filiera, dal controllo dei terreni agricoli, ai trasporti, alla ristorazione”.
“L’agroalimentare è un settore che può rendere, e può rendere ancor più se si violano le regole” ha rimarcato Caselli. “La mafia lo sa bene e non ha scrupoli di mettere sotto ai suoi piedi la salute dei cittadini e le regole del commercio, usando violenza e intimidazione. La legalità è l’unica strada per puntare a un cibo che non solo sia buono, ma anche giusto e sano: una via che passa dalla tutela dell’interesse reciproco di produttori e consumatori. Il cibo è bene comune, da valorizzare con il principio della sicurezza”.
