14 Luglio 2016
FLOROVIVAISMO

Altolà ai giardinieri abusivi che operano nelle province di Biella e Vercelli. Lo dice la legge, nel sancire lo stop a chi svolge attività di manutenzione senza possedere l’iscrizione obbligatoria al Registro dei produttori florovivaistici. Lo stabilisce una precisa norma contenuta nel Collegato Agricolo da poco approvato al Senato.

“Ci saranno ricadute importanti e positive sul territorio – puntualizzano il presidente e il direttore della Coldiretti interprovinciale Paolo Dellarole e Maria Lucia Benedettidove l’attività di cura del verde pubblico e, in particolare, la tenuta di parchi e giardini costituisce una voce importante di integrazione al reddito per le imprese florovivaistiche. Ma la normativa, ottenuta grazie anche all’impegno profuso in questi anni dalla nostra organizzazione, è una precisa tutela anche nei confronti dei consumatori: ora chi vorrà offrire questi servizi dovrà garantire ancor più qualità e competenza”.

Il florovivaismo in provincia di Biella vanta tradizioni storiche grazie alla professionalità e specializzazione degli operatori; tuttavia, negli ultimi anni ha visto numerose imprese essere costrette ad affiancare alla sola attività produttiva in serra e/o vivaio anche l’attività di cura e manutenzione del verde pubblico e privato, continua a dover affrontare le criticità che da parecchi anni attanagliano il settore: tra esse, oltre l’abusivismo, ci sono l’aumento dei costi di produzione (specie per quanto riguarda le coltura in serra) e la sempre più minacciosa concorrenza dei mercati stranieri.

Ricadute importanti soprattutto per il territorio del Biellese, dove la tradizione della cura del verde pubblico è secolare e radicata, e rappresenta per le imprese una significativa voce di reddito: “Finalmente la legge dice stop all’improvvisazione, alla concorrenza sleale e valorizza il ruolo dei professionisti veri e certificati, le uniche figure in grado di offrire garanzie certe ai fruitori destinatari. A questo punto occorre che mirati controlli vadano a scoraggiare gli abusivi”.

Il florovivaismo del Biellese e dell’Alto Vercellese si caratterizza per un’elevata specializzazione colturale, vocata in particolare alla produzione di aceri e rose e legata alle condizioni pedo-climatiche che ne hanno caratterizzato il successo nei decenni passati: le molte imprese che vi operano sono alla base di un tessuto economico e rurale che si è sviluppato fino ai giorni nostri e che è oggi riconosciuto sui mercati internazionali per l’altissima qualità delle sue produzioni, stimate da collezionisti e buyers di tutto il mondo
Nella sola provincia di Biella, Coldiretti associa un’ottantina imprese florovivaistiche, che danno occupazione ad oltre 400 addetti e che insistono su superficie coltivata di oltre 300 ettari, con un fatturato globale di circa 10.000.000 di euro.

Più in generale, il settore florovivaistico rappresenta uno dei comparti di punta dell’economia agricola del nostro paese,  con un fatturato di oltre 3 miliardi di euro e centinaia di migliaia di occupati. Oltre a ciò, il comparto alimenta un fortissimo indotto, con lo sviluppo di fattori di produzione, macchine, strutture, distribuzione, logistica, marketing, progettazione, assistenza tecnica, manutenzione ed altro.

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