22 Settembre 2016
MIELE

E’ accaduto quanto si temeva: dopo un’annata critica - in cui il clima ha decimato il raccolto di miele d’acacia in Piemonte e nelle nostre province di Vercelli-Biella – si registra il boom di prodotto importato dall’estero: i barattoli di miele cinese, ungherese e rumeno, infatti, hanno superato quest'anno la produzione italiana.
Si parla di un ‘taglio’ complessivo del 70 per cento su base nazionale, soprattutto proprio a causa del crollo del “raccolto” delle varietà d'acacia in Piemonte e Triveneto e di agrumi in Sicilia.

Se nel 2015 gli arrivi di prodotto straniero in Italia hanno raggiunto il massimo di sempre, salendo a quota 23,5 milioni di chili, il 2016 vede così aggravarsi il fenomeno, con il 20 per cento del prodotto straniero che arriva peraltro dalla Cina, dove è consentito l’uso del polline Ogm, così come in Romania, paese che si colloca nella classifica dei principali esportatori in Italia, guidata da un’altra nazione dell’Est, l’Ungheria.

“Le piogge tra maggio e giugno hanno provocato effetti disastrosi per l’apicoltura, al termine di una primavera che si ricorderà per le anomalie del clima. Le precipitazioni hanno avuto ripercussioni negative sulle fioriture, messo in difficoltà le api e fatto crollare la produzione del miele d’acacia” commentano il presidente e il direttore di Coldiretti Vercelli Biella, Paolo Dellarole e Maria Lucia Benedetti.
Una produzione importantissima, maggioritaria per il territorio. I cali di produzione? Ingentissimi: già a giugno gli apicoltori parlavano, riguardo alla raccolta del miele d’acacia come “una delle peggiori annate che si ricordano, con un crollo almeno dell’80%, e anche oltre”. Il maltempo si è concentrato in una fase importante della stagione, durante la quale le api non hanno avuto la possibilità di raccogliere il nettare  e quindi non sono riuscite a produrre miele.. Dalla ‘Bassa’ vercellese alle baragge e, più in su, ai monti di Biellese e Valsesia, il maltempo ha lasciato ‘a terra’ le api, con effetti a catena sulla produzione di miele.

Oltre 100 sono i soggetti dediti all’apicoltura nel Vercellese, altrettanti nel Biellese. Si tratta per la maggior parte di hobbisti, con una ventina di imprese professionali che si distinguono nel panorama nazionale per la produzione di miele di qualità, tra cui quelli di castagno, acacia, millefiori, rododendro e altre varietà.

“Aumenta dunque il rischio di portare in tavola prodotti spacciati per made in Italy, ma provenienti dall’estero, spesso di bassa qualità e per questo occorre verificare con attenzione l’origine in etichetta oppure di rivolgersi direttamente ai produttori nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica” concludono il presidente e il direttore.

Il miele prodotto sul territorio nazionale dove non sono ammesse coltivazioni Ogm è riconoscibile attraverso l’etichettatura di origine obbligatoria fortemente sostenuta dalla Coldiretti. La parola Italia deve essere obbligatoriamente presente sulle confezioni di miele raccolto interamente sul territorio nazionale mentre nel caso in cui il miele provenga da più Paesi dell'Unione Europea, l'etichetta deve riportare l'indicazione "miscela di mieli originari della CE"; se invece proviene da Paesi extracomunitari deve esserci la scritta "miscela di mieli non originari della CE", mentre se si tratta di un mix va scritto "miscela di mieli originari e non originari della CE".

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