26 Novembre 2016
RISO

Il comparto risicolo ed, in particolare, il decreto sul commercio interno sono stati oggetto del tavolo di lavoro tenutosi presso la Regione.

“Da tempo Coldiretti sta lavorando affinché venga approvato il decreto sul commercio interno del riso” spiega Paolo Dellarole presidente di Coldiretti Vercelli-Biella, con delega regionale al settore risicolo.
“Il percorso ora può essere più agevole poiché l’articolo 31 del Collegato Agricolo conferisce piena delega al Governo per il sostegno al comparto. Auspichiamo, quindi, che la Regione intervenga, attraverso la Conferenza Stato/Regioni, per far sì che il decreto venga definitivamente approvato in tempi brevi”.   

Il Piemonte è particolarmente vocato alla risicoltura e conta nelle due province oltre 73.000 ettari rispetto a una previsione nazionale, per il 2016, di 234.300.

 “L’approvazione di tale decreto è quindi importante per arrivare ad avere una chiara disciplina nel commercio del riso e tutelare sempre di più la produzione italiana e piemontese nei confronti di quella con provenienza straniera. Il nostro riso è penalizzato dalla mancanza di trasparenza sull’origine con il rischio che venga spacciato come italiano quello proveniente da altri Paesi. Per questo è necessario rendere obbligatoria una normativa sull’etichettatura d’origine, a tutela anche della salute dei consumatori e per preservare veramente il riso Made in Italy. Proprio l’articolo 32 del Collegato Agricolo, oltretutto, dà al Governo piena delega per poter legiferare su questo tema, individuando strumenti innovativi di tracciabilità che possano dare precise informazioni sull’origine del prodotto”.

Ancora nei primi due mesi della nuova campagna, sono state importate 52.191 tonnellate di riso dai Paesi Meno Avanzati, di cui 41.633 dalla sola Cambogia. Nella campagna 2015/16, l’import totale dei risi da Paesi extracomunitari nell’Unione Europea (dove l’Italia è produttore leader) ha fatto segnare l’incremento record del 14% sulla precedente annata, con 1.364 milioni di tonnellate (il 23,4% dalla Cambogia).
Considerando la sola differenza tra il 2014/2015 e il 2015/2016, le importazioni dai Pma sono cresciute complessivamente del 6% e quelle dalla Cambogia addirittura del 20%, mentre l’export europeo nel mondo è calato del 2%.

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