16 Gennaio 2015
OGM

“La nostra agricoltura non ha bisogno di organismi geneticamente modificati e mantenere l’Italia e i suoi territori ‘Ogm free’ è una conquista importante. A noi piace scommettere su un concetto fondante, che è la tutela della biodiversità del territorio. Gli Ogm in agricoltura non pongono solo seri problemi di sicurezza ambientale e alimentare ma, soprattutto, perseguono un modello di sviluppo che è il grande alleato dell'omologazione e il grande nemico della tipicità, della distintività e del Made in Italy”.
Lo affermano Paolo Dellarole e Marco Chiesa nel rimarcare il via libera finale dell'Europarlamento alla direttiva che consentirà' ai Paesi membri dell'Ue di limitare o proibire la coltivazione di organismi geneticamente modificati (Ogm) sul territorio nazionale, anche se questi sono autorizzati a livello comunitario.
La libertà di non coltivare Ogm come ha fatto fino ad ora l’Italia e come chiedono quasi 8 cittadini su 10 (76%) che si oppongono al biotech nei campi è una ottima chiusura del semestre di presidenza italiano dell’Unione.

“Come ha ribadito il presidente nazionale di Coldiretti, Roberto Moncalvo, siamo di fronte sottolinea Moncalvo ad un importante e atteso riconoscimento della sovranità degli Stati di fronte al pressing e alle ripetute provocazioni delle multinazionali del biotech. L’Europa da un lato, le Alpi e il mare dall’altro, renderanno l’Italia finalmente sicura da ogni contaminazione da Ogm a tutela della straordinaria  biodiversità e del patrimonio di distintività del Made in Italy. Per l’Italia gli organismi geneticamente modificati (Ogm) in agricoltura non pongono solo seri problemi di sicurezza ambientale, ma soprattutto perseguono un modello di sviluppo che è il grande alleato dell'omologazione e il grande nemico del Made in Italy”.
Secondo una analisi della Coldiretti nell’Unione Europea nonostante l’azione delle lobbies che producono Ogm, nel 2013 sono rimasti solo cinque, su ventotto, i paesi a coltivare Ogm (Spagna, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia e Romania), con appena 148mila ettari di mais transgenico MON810 piantati nel 2013, la quasi totalità in Spagna (136.962 ettari). Si tratta quindi di fatto - conclude la Coldiretti - di un unico Paese (la Spagna) dove si coltiva un unico prodotto (il mais MON810).

“Un’agricoltura libera da Ogm è la chiave di un’agroalimentare ‘made in Italy’ di qualità, che si articola anche nelle nostre specificità territoriali” concludono il presidente Dellarole e il direttore Chiesa.
“Dalla tutela del nostro patrimonio agroalimentare dipende una fetta importantissima del nostro futuro: per questo è decisivo continuare a difendere la salvaguardia del nostro patrimonio agricolo, la sua continuità nel futuro, la salute dei cittadini.
E non va sottaciuto il valore economico per le nostre imprese, che continueranno a poter vantare prodotti agroalimentari contraddistinte a livello globale proprio per le loro caratteristiche genetiche non manipolate, allontanando il rischio di una replicabilità che ci metterebbe ancora più in difficoltà nel difendere l’autentico made in Italy che nasce dalle nostre campagne”.

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