“Sulla questione nitrati, finalmente chiarezza è fatta. Le responsabilità sono altre e l’agricoltura, in particolare il comparto zootecnico, esce definitivamente ‘scagionata’ anche dagli ultimi studi compiuti ad alto livello”.
Lo affermano Paolo Dellarole e Marco Chiesa nel rimarcare lo studio completato dall’ Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) che accerta finalmente la responsabilità nell’inquinamento delle acque sotterranee di settori diversi da quello agricolo e concorrenti, dai fanghi di depurazione agli scarichi civili.
I risultati dello studio dell’Ispra sono stati presentati anche al ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina e al ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, sull'applicazione del nuovo modello di analisi isotopico nelle Regioni del Bacino del Po (areale che interessa, quindi, anche la provincia di Vercelli), della Pianura Veneta e del Friuli Venezia Giulia.
Fermo restando la necessità di confermare gli obiettivi e gli strumenti di applicazione della direttiva europea in materia di tutela delle acque dall’inquinamento dallo studio emerge una rappresentazione diversa da quella storica che assegna alla zootecnia l’unica responsabilità.
Si sottolinea, a questo riguardo, come il contributo dell’allevamento non sia superiore mai ad un terzo del totale complessivo dell’inquinamento accertato attraverso un piano di monitoraggio diffuso nelle regioni ad alta vocazione.
“Come ha rimarcato anche il nostro presidente nazionale Roberto Moncalvo, rispetto alle scelte strategiche di valorizzazione del settore che la nuova riforma della politica agricola comune richiede si tratta, allora, di affrettare l’istruttoria diretta alla revisione del perimetro delle zone vulnerabili a tutela delle migliori produzioni dell’autentico made in Italy.
Ciascun settore dovrà farsi carico della propria responsabilità ma sarebbe irresponsabile continuare a chiedere soltanto alla zootecnia di addossarsi oneri e vincoli che dipendono da attività diverse”.
L’operazione verità voluta dalla Coldiretti per salvare i salumi e i formaggi made in Italy viene finalmente confortata da risultati scientifici che abbiamo per anni richiesto.
Occorre - osserva Coldiretti Vercelli-Biella - dare atto della compattezza del Governo che attraverso i Ministri dell’Agricoltura e dell’Ambiente hanno posto le condizioni per rimuovere i vincoli ingiusti che hanno fino ad ora colpito la zootecnia italiana.
