“Anche nelle province di Vercelli e Biella, i consumatori che acquistano il latte fresco arrivano a spendere oltre il quadruplo di quanto viene corrisposto agli allevatori: ben venga, dunque, l’avvio dell’indagine conoscitiva sulla filiera lattiero-casearia da parte dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che era stata sollecitata proprio dalla stessa Coldiretti nel corso della manifestazione “un giorno da allevatore” promossa nelle principali piazze italiane, tra cui Torino, dove erano presenti in massa anche i nostri produttori di latte”.
Lo rimarcano Paolo Dellarole e Marco Chiesa, presidente e direttore della federazione inter-provinciale, ricordando la sollecitazione di Coldiretti e del Codacons in merito alla “necessità di fare luce sugli abusi di dipendenza economica a danno dei produttori di latte fresco”.
Come ricorda Coldiretti, il prezzo del latte fresco in Italia moltiplica più di quattro volte dalla stalla allo scaffale, con un ricarico del 317 per cento con la spesa media per il latte di alta qualità che è di 1,5 euro al litro sugli scaffali ma viene pagato agli allevatori in media 0,36 cent al litro che non riescono più a coprire neanche i costi per l’alimentazione con la chiusura negli anni della crisi di una stalla su cinque.
Per quanto riguarda il Piemonte, grazie all’accordo di filiera stipulato ormai da cinque anni, costituito da Compral Latte – Inalpi e Ferrero, il prezzo del latte indicizzato rispetta i costi di produzione dei nostri allevatori. Coldiretti è al lavoro per rendere possibile ad altri allevatori di entrare in questa filiera. Tuttavia già oggi, il prezzo indicizzato costituisce un riferimento per le forniture ad altri acquirenti.
Il settore lattiero caseario piemontese ha numeri importanti: conta, infatti, 1900 aziende, oltre 8 mila addetti, vale 390 milioni di produzione lorda vendibile e ha a disposizione circa 8 milioni di quintali di quote.
Un ruolo importante avrà il decreto agricoltura approvato dal Governo su proposta del ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina che raccoglie importanti misure sollecitate dalla Coldiretti ed in cui si dispone, nel rispetto del principio della buona fede e della correttezza, e per assicurare una maggiore trasparenza nella filiera l’obbligo di contratti scritti, della durata non inferiore a dodici mesi, in cui si vincolano gli acquirenti di latte crudo a corrispondere un prezzo che non vada sotto ai costi medi di produzione del prodotto oggetto del contratto. Importanti sono anche le misure di rafforzamento del contrasto alle pratiche sleali di mercato con l’intervento dell’Antitrust attraverso il monitoraggio dei costi medi di produzione del latte crudo e le segnalazioni dell’Ispettorato repressione frodi del Mipaaf (ICQRF) ma anche con l’inasprimento delle sanzioni per violazioni delle prescrizioni dell’art. 62 che vengono innalzate da 3 mila fino a 50 mila euro. In un momento difficile per l’economia va infatti portato sul mercato il valore aggiunto della trasparenza anche nelle relazioni commerciali.
