30 Settembre 2015
FAUNA SELVATICA

“L’incidente causato nei giorni scorsi dai cinghiali tra Crescentino e Livorno Ferraris è, purtroppo, l’ultimo di una lunga serie. Era già accaduto, anche di recente, in Valsesia, ma sono molte le strade delle due province di Vercelli e Biella dove il rischio di fare ‘brutti incontri’ con animali selvatici è più che concreto: e le possibili conseguenze di un incidente stradale con un cinghiale del peso di oltre un quintale sono facilmente immaginabili. E, qualora succedano tali sinistri, il nostro consiglio è quello di far sempre intervenire le forze dell’ordine, in modo da verbalizzare l’accaduto e, ove possibile, poter poi chiedere il risarcimento danni all’ente di competenza”.

Così Paolo Dellarole e Marco Chiesa intervengono a margine delle ultime notizie di cronaca relativamente agli incidenti stradali provocati dalla fauna selvatica. Cinghiali ma non solo.
“Nelle due province il problema dei cinghiali e della fauna selvatica sta assumendo proporzioni ormai gravissime. E’ noto che i cinghiali stanno compiendo razzie e devastando vaste proporzioni di vigneti e altre colture, come prati e cerealicole, con danni ingenti per i produttori. Ma quando invadono le strade e mettono a rischio l’incolumità di tutti i cittadini che le percorrono con i propri mezzi, il problema diventa di sicurezza pubblica”.

“La recrudescenza del problema è il risultato della incontrollata proliferazione degli animali selvatici con il numero dei cinghiali presenti in Italia  che quest’anno ha superato il  milione, con una diffusione che ormai si estende dalle campagne alle città. Anche nelle nostre province sono aumentati i danni agricoli e forestali, ma non solo: si registra un vero e proprio assedio da parte della fauna ungulata che spinge la sua presenza sino ai centri abitati. Tutto ciò conferma che siamo di fronte ad un problema di ordine pubblico in molte aree del Paese che va affrontato con urgenza. Tutto ciò evidenzia come il problema sia stato, negli anni, enormemente sottovalutato, nonostante le ripetute sollecitazioni della nostra organizzazione”.

Negli ultimi dieci anni il numero dei cinghiali presenti in Italia è praticamente raddoppiato poiché secondo l’Ispra sul territorio nazionale sarebbero stati presenti non meno di 600.000 cinghiali nel 2005 per passare a 900.000 nel 2010 ed ora nel 2015 sono oltre il milione (stima Coldiretti).
Di fronte ai pericoli e ai danni provocati da cinghiali ma anche da nutrie, corvi ed altri animali selvatici gli agricoltori della Coldiretti chiedono una riforma della disciplina che garantisca l’indispensabile presenza delle aziende agricole a tutela del territorio.

"La difficoltà di gestione del cinghiale mette in evidenza l'anacronismo di una legislazione e di una visione dell'attività venatoria e della 'protezione della fauna' che non tiene conto delle trasformazioni del territorio e dell'aumento massiccio di alcuni tipi di fauna. Il problema cinghiali  è stato sottovalutato come fosse un fatto marginale, quando invece è un problema sociale che implica soluzioni urgenti per garantire la sicurezza ai cittadini. Siamo in contatto costantemente con i sindaci, con i quali c'è collaborazione, con gli enti pubblici e con i Comitati di gestione per chiedere interventi straordinari con battute selettive. C’è poi il problema dei cinghiali e dei selvatici in generale che, spesso, trovano ‘rifugio’ dalle loro sortite notturne nelle cosiddette ‘oasi di protezione’ o nelle aziende faunistico venatorie: anche su questo aspetto occorre aprire un confronto a 360°. La situazione è comunque pesante: gli imprenditori agricoli – e, più in generale, i cittadini – sono esasperati e preoccupati.. Gli enti competenti devono assumere tutte le norme straordinarie per affrontare un problema che non riguarda solo l’agricoltura ma è ormai di ordine pubblico”.

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