“Sempre più sindaci condividono la linea di Coldiretti sulla necessità di tutelare il territorio comunale dalle invasioni della fauna selvatica, anche con il progetto di istituire apposite ordinanze, pure d’abbattimento, nei previsti casi di emergenza. Si tratta di una buona notizia, così come va accolto con grande positività l’annuncio dell’Atc di Vercelli 2 di voler provvedere, anche con proprie risorse, al pagamento dei danni provocati dai selvatici nell’anno 2013”.
Due notizie positive, come sottolineano Paolo Dellarole e Marco Chiesa, presidente e direttore di Coldiretti Vercelli-Biella.
Nei giorni scorsi, il sindaco di Salussola Carlo Cabrio ha rimarcato la possibilità di ordinare gli abbattimenti, in ottemperanza alle disposizioni e alle possibilità previste. Incontrando, sul punto, il plauso della Coldiretti interprovinciale: “E’ una possibilità prevista in caso di emergenza, ed è utile soprattutto a creare condizioni di sicurezza per gli stessi cittadini. Oltre alle invasioni nei campi agricoli, non dimentichiamo che i cinghiali possono essere causa di incidenti stradali anche molto gravi e che, non di rado, possono irrompere anche nei giardini privati delle famiglie. La situazione va affrontata con il buon senso, e il buon senso ci dice che questa specie, non avendo di fatto forti ‘antagonisti naturali’ sul territorio, ha ormai preso il sopravvento, moltiplicandosi a dismisura. Essere amici della natura significa innanzitutto proteggere i giusti equilibri degli ecosistemi”.
Con una nota diffusa nei giorni scorsi, invece, l’Ambito Territoriale di Caccia ‘Vercelli2’ (Pianura vercellese sud) ha comunicato lo stanziamento, anche con fondi propri, della somma necessaria al risarcimento dei danni causati dalla fauna selvatica alle colture agricole per l’anno passato, comunicando “l’immediata intenzione di provvedere al totale risarcimento dei danni per la competenza anno 2013”.
E anche in questo caso il commento di Coldiretti non può che essere positivo: “Si tratta di una scelta responsabile e di un bell’esempio da seguire. Troppo spesso chi subisce danni si trova a fare i conti con lunghi tempi di risarcimento: valga l’esempio dei pagamenti della Regione che accumulano ritardi anche di anni, creando una situazione chiaramente insostenibile, in quanto alle invasioni degli ungulati fa seguito la necessità di ripetute risemine o, addirittura, l’impossibilità di effettuare i raccolti. Nel caso di imprese zootecniche, poi, il problema si ripercuote a catena, aggiungendo danno al danno quando gli allevatori si trovano costretti ad acquistare esternamente – e a maggior prezzo – il mais o il fieno per l’alimentazione del bestiame. Oltre giusto risarcimento dei danni andrebbe riconosciuto un principio base ai produttori agricoli, ovvero il diritto di poter raccogliere quanto seminato”.
A tale proposito, la Coldiretti interprovinciale sottolinea la necessità “di intensificare le azioni di contenimento. Ed è importante utilizzare tutti gli strumenti a disposizione, tradizionali e innovativi, per scoraggiare il ripetersi delle invasioni. Ancora, va rafforzato il confronto tra le istituzioni e i rappresentanti dell’agricoltura, così come quello tra i selecontrollori e le imprese agricole, in modo da poter ottimizzare le tempistiche di intervento. Interventi di controllo appaiono opportuni anche nelle oasi di protezione, con piani di contenimento ben stabiliti onde evitare che la specie proliferi a dismisura come molto spesso, purtroppo, oggi avviene.
