13 Giugno 2013
LA MONTAGNA VUOLE VIVERE

Sono oltre 150 (con oltre 200 addetti) le imprese agricole di Vercelli e Biella che svolgono attività di alpeggio in montagna: una quota importante delle oltre 600 famiglie di malgari piemontesi, con 1000 operatori in un settore strategico per il tessuto socioeconomico della ruralità alpina.
“Un tessuto che va difeso e tutelato, per garantire un futuro alle nuove generazioni che – ed è un dato importante – stanno sempre di più “tornando alla montagna e all’agricoltura del territorio alpino””. Lo sottolinea il presidente della Coldiretti di Vercelli-Biella Paolo Dellarole a margine della conferenza stampa che oggi a Torino ha presentato il documento di Coldiretti Piemonte – già consegnato in Regione – “La Montagna Vuole Vivere”.
All’incontro era presente una delegazione di margari e alpigiani dalle nostre province.
Ad aprire i lavori il presidente della Coldiretti regionale Roberto Moncalvo: “La Montagna non è un problema ma una risorsa non solo per l’agricoltura ma per l’intera società. Abbiamo la necessità che il territorio venga maggiormente tutelato e che si ponga fine alle speculazioni in atto sull’affitto degli alpeggi in occasione delle modifiche alla Pac”.
E’ poi intervenuto Giovanni Fina segretario AREMA – Associazioni Regionali margari: “Rivendichiamo la necessità dei servizi al territorio. Nelle nostre malghe salgono oltre 600 famiglie piemontesi che attraverso la pratica casearia e la conservazione dei pascoli garantiscono la biodiversità, le tipicità e le tradizioni nei vari processi di trasformazione. Non possiamo tollerare che Enti e di Istituzioni ci complichino l’operatività con continui balzelli”.
Sergio Barone, vicepresidente Coldiretti Torino, ha sottolineato come “La montagna oggi è vissuta oltrechè dai margari nel periodo estivo da, famiglie di agricoltori che combattono con le loro imprese una quotidiana battaglia per debellare l’eccessivo carico burocratico cui sono sottoposti. Questo genera difficoltà operative e costi che non si riescono più a sopportare in questi anni difficili per la nostra economia.”
Era presente alla conferenza stampa una delegazione dell’UNCEM guidata dal consigliere Roberto Colombero che ha ringraziato Coldiretti “per il documento elaborato nel quale ci riconosciamo pienamente. Aggiungiamo anche la nostra battaglia per la modifica della legge elettorale che tende a dare rappresentatività nelle istituzioni con rappresentanti eletti, al territorio e non solamente come avviene ora, privilegiando la densità della popolazione.”
Ha chiuso i lavori Bruno Rivarossa – direttore Coldiretti Piemonte – affermando che “il documento sarà ora presentato ai massimi esponenti della regione Piemonte ed inviato a livello nazionale ad un tavolo di lavoro dove si cercheranno con celerità le risposte ai problemi sollevati perchè le imprese di montagna e più in generale la gente non possono più attendere”

La presenza di neve, protrattasi fino ai giorni scorsi, sta complicando la salita negli alpeggi valsesiani e biellesi posti oltre i 1300-1400 metri: da Alagna a Riva Valdobbia, da Rima San Giuseppe a Carcoforo, fino al monte Mucrone, la situazione si ripete senza soluzione di continuità, con ritardi nella monticazione fino a 20 giorni e penuria di erba nei pascoli alpini.

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