Le energie rinnovabili rappresentano una concreta opportunità economica per le imprese italiane, offrendo nuove opportunità di lavoro per uno sviluppo compatibile con l’ambiente: l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili contribuirà in misura sempre maggiore a soddisfare il fabbisogno energetico del Paese.
In questo scenario, l’utilizzo di queste tecnologie avrà un impatto sul territorio e sulle produzioni agricole da non sottovalutare: se da un lato si calcola che dalle campagne italiane sia possibile ottenere nei prossimi dieci anni energia rinnovabile in grado di sostituire tre centrali nucleari (con il diretto coinvolgimento delle imprese agricole e senza causare danni al territorio), dall’altro già da mesi stiamo assistendo a pratiche speculative che stanno compromettendo fortemente tutta una serie di equilibri, dal prezzo degli affitti dei terreni, all’ecosistema, alle produzioni agricole.
Il mondo agricolo può giocare un ruolo decisivo poiché si propone di contribuire al bilancio energetico nazionale con una produzione di energia verde effettivamente sostenibile per l’ambiente ed integrata col territorio, privilegiando l’efficienza energetica anche grazie alla possibilità, tipica degli impianti agricoli di piccole dimensioni, di impiegare l’energia prodotta evitando gli sprechi e valorizzando i residui delle attività agricole, forestali e zootecniche.
La produzione di energia rinnovabile da biomasse, per esempio, avrebbe ricadute positive sia sul mondo agricolo che sull’ambiente: le coltivazioni alternative (quali sorgo e triticale) comportano un utilizzo minore delle risorse idriche e dei fertilizzanti rispetto ad altre coltivazioni; impianti aziendali o collettivi possono agevolare lo smaltimento dei liquami o contribuire ad un utilizzo alternativo delle produzioni maidicole in eccesso.
“Però, al di là di questi aspetti di opportunità (per le imprese, per l’ambiente, per la collettività), siamo fermamente contrari - commenta il Direttore della Coldiretti di Vercelli e Biella, Domenico Pautasso - a quelle iniziative che creano speculazione sul mercato fondiario dei terreni. Non accetteremo più proposte di realizzazione di impianti in cui per il mantenimento delle stesse venga sottratto terreno ai coltivatori offrendo canoni d’affitto a cifre totalmente fuori mercato.”
La Coldiretti di Vercelli e Biella chiede alle istituzioni di farsi parte attiva affinché negli iter autorizzativi della Conferenza dei Servizi venga richiesta la provenienza della materia prima impiegata, e che si rilascino autorizzazioni solo nei casi in cui almeno il 50% della materia prima derivi da reflui zootecnici (liquami e letame) oppure da coltivazioni alternative (sorgo e triticale, ecc.). “Se così non fosse - prosegue il Presidente Paolo Dellarole - andremo ad impoverire pesantemente il tessuto imprenditoriale locale, con il rischio concreto che le aziende, private dei terreni destinati alle coltivazioni tradizionali a fini alimentari, debbano chiudere.”
27 Gennaio 2012
Coldiretti: stop alle speculazioni sugli affitti
