9 Ottobre 2012
Rivedere il prezzo del latte

“Il rifiuto, per parte industriale, di riaprire i tavoli di confronto sul prezzo del latte è inaccettabile per le imprese di Vercelli e Biella, vedono così pregiudicato lo sviluppo di un segmento importante e vitale del settore primario.
E’ chiaro che, sul territorio, siamo pronti ad ogni azione in difesa delle imprese e del futuro di un territorio che non può essere ulteriormente strozzato da vetuste logiche di potere”.
A ribadirlo sono il presidente e il direttore di Coldiretti Vercelli e Biella, Paolo Dellarole e Domenico Pautasso, a commento della non disponibilità dell’industria a riconoscere l’aumento del prezzo del latte nonostante il mercato lattiero caseario oggettivamente dimostri una netta ripresa sulle quotazione dei prodotti”.
La richiesta di riapertura di un tavolo di confronto era stata avanzata da Coldiretti a livello regionale: istanza che resta tuttora valida e necessaria, alla luce di una situazione economica divenuta preoccupante. Ecco, dunque, lo scenario dei mercati. Caratterizzati, da un lato, da costi di produzione divenuti insostenibili per le imprese e, in opposto, da una mutata condizione commerciale che vede il settore industriale lattiero caseario col vento in poppa.
“Ciò rende inderogabile la ripresa delle opportune trattative, che possono dare risposte alle attese degli allevatori senza intaccare il prezzo al consumo finale: tutti sanno ormai che il prezzo pagato “franco stalla” si moltiplica a dismisura una volta che quello stesso latte viene acquistato dai cittadini nei consueti canali di distribuzione commerciale”.

“L’atteggiamento degli industriali è inaccettabile perché si stanno rimangiando un impegno assunto a luglio in sede contrattuale. In quella trattativa gli industriali hanno presentato la proposta di modifica dell’indice su cui calcolare il prezzo del latte alla stalla che oggi non intendono onorare. Coldiretti lo ha fatto consapevoli di una situazione di mercato stagnante, ora completamente risoltasi”.
Il latte piemontese può e deve essere pagato di più anche per riaffermare la qualità superiore del made in Piemonte e garantire prospettive di tenuta occupazionale nei vari stabilimenti.
Ridare respiro agli allevatori, infine, è importante anche per porre le basi ad una necessaria inversione di tendenza: il numero dei produttori che consegnano ai cosiddetti "primi acquirenti" (cooperative e industrie) è in costante diminuzione, e ciò pone interrogativi pesanti sul futuro del comparto lattiero caseario made in Italy.
“Nell’immediato – ribadiscono i vertici di Coldiretti Vercelli-Biella – ci uniamo alla richiesta presentata da Coldiretti Piemonte all’assessore regionale Sacchetto circa la pubblicazione dell’indice storico: indice che dovrà essere applicato dalle industrie lattiero casearie piemontesi. Si dimostrerà così, con i fatti, la volontà di costruire un serio percorso di filiera”.

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