A seguito dell’approvazione della nuova riforma sanitaria da parte della giunta regionale, Coldiretti Vercelli e Biella si interroga circa la situazione relativa alla dismissione dei terreni, patrimonio dell’ASL di Vercelli, siti in frazione Larizzate. “Ora che l’ospedale di Vercelli - commenta il Direttore Domenico Pautasso - confluirà nella ASO composta da quattro province, il patrimonio immobiliare (tra cui, appunto, i terreni in frazione Larizzate) frutto di lasciti, donazioni ed eredità di benefattori vercellesi, a chi andrà? Ma soprattutto: chi sarà l’interlocutore con cui le più di venti imprese agricole che operano sulle superfici coinvolte (sia dall’esproprio che dalla vendita) dovranno trattare il proprio futuro?”
Ricordiamo infatti che nel novembre 2009, l’ASL ha sottoscritto una convenzione con ISMEA, secondo cui si prevedeva una consulenza per la valutazione economica dei terreni e dei fabbricati agricoli, e - nel caso in cui ci fossero state le condizioni - un successivo acquisto dei terreni da parte di ISMEA stessa, che avrebbe provveduto a venderli agli attuali affittuari dell’ASL attraverso mutui ventennali. A fine 2009, ISMEA metteva a bilancio gli interventi finanziari per le imprese agricole che avevano fatto richiesta, stanziando i relativi fondi per un ammontare di decine di milioni di euro.
A distanza di più di un anno, Coldiretti non ha ricevuto alcuna notizia da parte della ASL e della Regione Piemonte in merito a tempi, modalità e certezza circa la conclusione del programma di privatizzazione predisposto. I ritardi ed il silenzio da parte della ASL e della Regione Piemonte fanno sorgere timori di una conclusione negativa del progetto di privatizzazione: non dimentichiamo che la convenzione firmata è scaduta il 31.12.2010.
“Riteniamo opportuno sottolineare con fermezza - prosegue Pautasso - che le scelte finora adottate hanno sostanzialmente penalizzato il comparto risicolo vercellese ed i benefattori vercellesi. Con profondo sconcerto, non nascondiamo la nostra perplessità: riteniamo che, anche con le dovute cautele del caso, la somma prevista per l’esproprio dei terreni di proprietà dell’ASL (terreni ricevuti tutti in donazione da famiglie vercellesi) sia stata sottostimata, così come è stato sottovalutato l’impatto sul mondo agricolo. Se è vero che, a livello regionale, il bilancio della Sanità non gode di buone risorse, ci chiediamo come sia stato possibile accettare un esproprio di tali dimensioni per la realizzazione di un area industriale ad un valore alquanto discutibile; ci chiediamo inoltre se sia stata valutata l’ipotesi di un eventuale controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate sulla congruità della cifra stabilita. Ci chiediamo soprattutto quale futuro hanno dinnanzi le imprese risicole compromesse dall’esproprio e dalla privatizzazione, in considerazione del fatto che i contratto di affitto scadranno a breve, e questo preclude loro la possibilità di accedere ai finanziamenti previsti dal PSR regionale, nonché di intraprendere tutti quegli interventi di miglioria richiesti per ottenere i contributi PAC”.
Coldiretti Vercelli-Biella crede che una risposta urgente in tal senso sia quantomeno necessaria, al fine di far chiarezza su una vicenda che l’organizzazione agricola ritiene, ad oggi, alquanto incerta, e sollecita un incontro presso le sedi opportune: “Non possiamo permetterci - conclude Pautasso - ulteriori dilazioni di tempo: le imprese hanno la necessità di avere risposte concrete, al fine di poter programmare la propria attività futura. In alternativa siamo pronti alla mobilitazione permanente, per difendere il patrimonio dell’ASL di Vercelli e le imprese in tutte le sedi, fino alla mobilitazione di piazza”.
