All’instabilità economica che attraversa l’intera Europa si aggiungono instabilità politica e sociale del nostro Paese. La Coldiretti, nonostante ciò, sta portando avanti il progetto di filiera agricola italiana, sebbene il qualunquismo e la demagogia sembrino regnare incontrastati. Coldiretti è una forza sociale che prova a fare qualcosa di più della sterile denuncia, che è diventata un luogo comune, politicamente corretta, ma miserabilmente inutile.
Il nuovo scenario futuro non può prescindere da un protagonismo agricolo nell’economico. Nei prossimi mesi sarà determinante la battaglia sulla nuova PAC, ma sappiamo già che le risorse pubbliche a disposizione diminuiranno, perché il Paese avrà bisogno di risorse finanziarie per far quadrare i propri conti. Solo con il progetto economico di Coldiretti sarà possibile difendere ciò che spetta alle aziende agricole. “Non vogliano illudere nessuno - commenta il Direttore Domenico Pautasso - ma se vogliamo recuperare competitività e reddito per mandare avanti le nostre aziende, non è tanto sulla politica che dobbiamo contare, quanto nella capacità di recuperare quel valore aggiunto sul mercato che in questi anni ci è stato derubato dall’industria e dalla Grande Distribuzione”.
È su questo fronte che Coldiretti continuerà a battersi: portare avanti il progetto di filiera agricola italiana, l’unico progetto che potrebbe essere determinante per risollevare i bilanci delle imprese agricole. In gioco non c’è l’elemosina per tirare a campare, ma la dignità di un settore e di un popolo che ha deciso di riprendersi e governare il proprio futuro.
Ed ecco perché in questi mesi Coldiretti ha taciuto, per lavorare rigorosamente alla scrittura di una nuova pagina per l’agricoltura. “Oggi siamo pronti - prosegue il Direttore Pautasso - a confrontarci con la nostra gente e col mondo della trasformazione sugli accordi di filiera, soprattutto per il comparto risicolo. A tale proposito, in questi mesi abbiamo calcolato i reali costi di produzione del riso, considerando anche il valore del lavoro dell’imprenditore. Sono state quindi già redatte le bozze di contratto, pronte per un confronto con le imprese, le cooperative, le associazioni di prodotto e le industrie di trasformazione. Il nostro mestiere è quello di mettere a disposizione gli strumenti affinché le organizzazioni economiche possano, per il bene delle imprese, renderle operative”.
Da questo momento, pertanto, Coldiretti apre le porte a tutti coloro che vogliono difendere i prodotti e il territorio. Ed è per questo motivo che Coldiretti non ha sottoscritto l’accordo quadro sul riso come le altre organizzazioni. “Ed è per questo - aggiunge il Direttore Pautasso - che non facciamo la gara per avere una poltrona. Non ci interessano le presidenze: ci interessa il bene delle imprese e ridare dignità al loro reddito. Ci interessa tutelare il consumatore, unico vero nostro alleato. Ci interessa difendere il reddito e non la rendita di posizione”.
Consapevoli e coscienti di essere l’unica forza sociale che si contrappone alle lobby, ai cartelli, alle alleanze di potere, Coldiretti continuerà a lottare con piena indipendenza, e con molta umiltà si mette al servizio e a disposizione di tutte le imprese agricole, e al loro giudizio. “Questo - conclude il Direttore Pautasso - è il nostro impegno per il 2011, un impegno che sapremo mantenere”.
